Razzisti, è giusto non invitarli in tv? Il caso francese con un occhio all’Italia

di Giampiero Martinotti
Pubblicato il 23 settembre 2018 6:54 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2018 9:54
Razzisti, è giusto non invitarli in tv? Il caso francese con un occhio all'Italia

Razzisti, è giusto non invitarli in tv? Il caso francese con un occhio all’Italia. Nella foto il giornalista e saggista Zemmour

PARIGI – E’ giusto chiedere a radio e tv di non invitare più chi sostiene tesi apertamente razziste? E qualsiasi sia la vostra risposta, dove sta il limite tra libertà di espressione e censura? Il dibattito non si è certo aperto in Italia, ma agita di nuovo la Francia. Protagonista il giornalista e saggista Zemmour, molto amato da Giulio Meotti del Foglio, noto per le sue posizioni reazionarie, costantemente accusato (non a torto) di islamofobia e più volte costretto a difendersi in tribunale con un susseguirsi di condanne e assoluzioni. In Italia è stato tradotto da un editore a me sconosciuto (Enrico Damiani).

Il suo ultimo libro, Destino francese, riprende le sue solite tesi sulla grandezza e la purezza della storia francese. Essendo un uomo brillante, sempre capace di trovare la formula che scatena il dibattito e dunque la pubblicità, televisioni e radio hanno gareggiato per invitarlo. Come al solito Zemmour ha mantenuto le promesse.

Nel corso di una trasmissione, il giornalista ha avuto uno scontro feroce con un’animatrice, Hapsatou Sy, francese nata nella periferia parigina. Dopo averle detto che i suoi genitori avrebbero dovuto chiamarla con un nome scelto dal calendario, Zemmour si è lasciato andare: “Il suo nome insulta la Francia. La Francia non è una terra vergine, è una terra con una storia, con un passato. E i nomi incarnano la storia della Francia”.

La direzione della tv decide di tagliare questo passaggio della trasmissione. Ma Hapsatou Sy, giustamente scandalizzata, rende pubbliche le parole di Zemmour e lancia una petizione su internet per sostenere l’idea di non invitarlo più sui media. Un’iniziativa già sottoscritta da più di 100 mila persone. Si può lasciare passare in tv o alla radio un tipo come Zemmour ? Il dibattito è certamente più serio di quello italiano, dove qualche anima bella ha pensato bene di rimproverare a Mara Venier di aver parlato di ‘passera’ durante il suo show televisivo.

Ma qualcuno si è mai posto il problema se sia giusto o ingiusto, legittimo o illegittimo chiamare in tv chi scrive, come Vittorio Feltri, che “non abbiamo i mezzi per nutrire orde di neri ignoranti e desiderosi di vivere a sbafo”? Oppure che “è un dato di fatto che gli immigrati portino qui la miseria e anche la tubercolosi”? Onestamente, sono contrario a censurare Zemmour o Feltri. Ma trovo anche disgustoso che si possa andare in tv e insultare qualcuno solo perché nero, ebreo, musulmano o magari zotico, ignorante o povero. Il dibattito francese, malgrado l tentazioni censorie, mi sembra utile, se non altro in tempi come i nostri, dove l’insulto e l’oblio sono diventati la regola perfino per i governanti italiani.