Pd e nuovo governo. Ecco le regole della Costituzione. E l’art.67 dice che…

di Giancarlo Tartaglia
Pubblicato il 12 marzo 2018 10:51 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 10:51
Matteo Renzi (foto Ansa)

Matteo Renzi (foto Ansa)

ROMA – L’ultima freccia avvelenata Matteo Renzi l’ha scoccata contro il PD lunedì mattina, quando ormai i risultati disastrosi per il suo partito erano noti, dichiarando che il PD sarebbe andato all’opposizione, perché quello era stato il mandato degli elettori.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela.

Una tesi subito e ancora condivisa dai suoi sodali, ma che si basa su una distorta interpretazione della Carta Costituzionale. Fino a quando non sarà cambiata, la Costituzione italiana disegna una architettura istituzionale che si basa sul regime parlamentare. I governi si formano in Parlamento. I cittadini non eleggono un Governo, bensì i loro rappresentanti, che a loro volta formano il Parlamento, cui spetta il dovere e il potere di trovare una maggioranza di Governo. Non a caso, l’art. 67 della Costituzione consacra il diritto di ogni parlamentare ad agire senza vincolo di mandato.

Gli elettori italiani si sono espressi il 4 marzo e hanno inviato alle Camere i loro rappresentanti, ancorché attraverso una legge elettorale farlocca, che imponeva alleanze artificiali, al solo scopo di bloccare l’avanzata dei 5 Stelle. Oggi, il Parlamento rappresenta, bene o male, i cittadini italiani e poiché nessun partito ha ottenuto da solo la maggioranza, occorrerà inevitabilmente arrivare ad un Governo di coalizione. La democrazia si basa, non a caso, su accordi tra forze politiche diverse. Il compromesso e la mediazione tra programmi distinti porta, infatti, a quel risultato di mediazione che è compito del Parlamento e non degli elettori.

Se queste sono le regole del gioco costituzionale non vi è alcun dubbio che, al contrario di quello che pensano Renzi e i suoi sodali, il PD sia chiamato a svolgere un ruolo chiave nella formazione del nuovo Governo. Se le alternative sono tra un Governo di centro-destra e un Governo di 5 Stelle, spetterà al PD compiere la scelta. Non sappiamo quali saranno le decisioni interne al Partito Democratico, ma è certo che dovrà decidere se essere un partito di opposizione, ovvero responsabilmente un partito di Governo, come dovrebbe essere nella sua natura e come era negli intenti dei suoi fondatori. Al Presidente della Repubblica spetta un compito fondamentale: quello di richiamare tutte le forze politiche al rispetto delle norme costituzionali e di imporre che in Parlamento si trovi un accordo di maggioranza sui punti necessari a far marciare il Paese senza deviazioni, archiviando i sogni fantasiosi delle settimane elettorali. Per fortuna l’Italia non è ancora una Repubblica plebiscitaria, come era e come, purtroppo. è ancora permane nelle intenzioni di qualche demagogo.