Giappone, Abenomics con limiti: stampare soldi non basta

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 4 agosto 2015 12:08 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 12:09
Giappone, Abenomics con limiti: stampare soldi non basta

Giappone, Abenomics con limiti: stampare soldi non basta (foto Ansa)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato su Uomini & Business un articolo intitolato “Giappone/ Stampare soldi non basta“. Turani sottolinea che nonostante l’immissione di liquidità sul mercato, l’economia nipponica stenta a decollare perché il debito rimane altissimi. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo integrale:

La “abenomics (dal nome del primo ministro Shinzo Abe che l’ha lanciata) è stata la grande speranza dei paesi nei guai (e quindi anche dell’Italia, dove aveva molti fan). Non è complicata. Anzi, a molti è sembrata subito molto semplice. Abe, avendo ereditato un paese che veniva da venti anni di stagnazione e che sembrava destinato a non muoversi più, ha deciso, un paio di anni fa, di farlo decollare. Esattamente come si fa coni missili spaziali, cioè imprimendogli un spinta spaventosa.

Invece del carburante ha utilizzato la moneta, stampandone quantità colossali e immettendola nel sistema. Quindi una cosa abbastanza facile (bastava dare ordine alla Banca centrale giapponese di far girare le rotative). Con tutti quei soldi, l’economia, si pensava, doveva decollare per forza (e anche un po’ l’inflazione, per stimolare i consumi).

Abe ha subito chiarito che del rapporto debito pubblico/Pil, che qui ci angoscia molto, a lui non importava nulla. E infatti è già arrivato a avere un debito del 240 per cento del Pil (tutto finanziato dai giapponesi stessi, con i loro risparmi, a un tasso inferiore all’1 per cento): non conta l’ammontare del debito quanto avere i mezzi per sostenerlo (cioè per pagare gli interessi).

Anche gli Stati Uniti hanno stampato moneta per uscire dalla crisi, ma nessuno si è spinto in là come il Giappone. Già oggi, in rapporto al suo Pil, Abe ha stampato moneta pari a tre volte quello che hanno fatto gli americani e, a programma concluso, dovrebbe arrivare a sette volte.

Abe rischia di passare alla storia, quindi, come uno scatenato stampatore di denaro e basta. In realtà la abenomics aveva due altri elementi importanti: politica fiscale espansiva e riforme strutturali (lavoro, liberalizzazioni, concorrenza). Solo che sulla politica fiscale espansiva ha dovuto fare subito marcia indietro proprio perché ormai è arrivato a avere un debito così alto che non consente tagli alle tasse. Sulla politica delle riforme è ancora lì che si batte, ma le corporazioni sono entrate in campo (esattamente come in Italia) e quindi i successi per ora sono molto pochi. L’inflazione, che doveva salire al 2 per cento, è vicina a zero e la crescita è modesta.

Abe, questa è la  conclusione, voleva dimostrare che la politica monetaria usata con grande spregiudicatezza può far decollare un paese. In realtà, sta dimostrando il contrario: stampare moneta non basta. Troppo facile.