Contro la legge bavaglio di Monti e Severino, poco meno di Berlusconi

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 19 Marzo 2012 8:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2012 20:37

Dove sono finiti quelli che urlavano contro le leggi bavaglio?

La domanda posta da Blitz è assolutamente legittima.

Al termine del cosiddetto vertice ” Siamo tutti qui”, immortalato a colpi di scatti dall’astuto Casini, il capo dei berlusconiani, Angelino Alfano, ha fatto sapere che nell’agenda delle urgenze è stata inserita anche la legge sulle intercettazioni ; come testo base, ha voluto precisare, sarà adottata l’ultima versione presentata alla Camera dei Deputati.

La notizia, tranne una nota di articolo 21 e un efficace commento di Franco Siddi, segretario della FNSI, è passata quasi sotto silenzio.

Perchè Alfano non è ritenuto credibile? Forse perchè si è trattato di un atto dovuto nei confronti di Berslusconi? Forse perchè si pensa che Monti non potrà mai presentare una simile proposta?

Sia come sia, sarà bene non abbassare la guardia e non fare sconti a nessuno.

A noi la legge bavaglio non ê mai piaciuta nè nella versione Prodi – Mastella, nè in quella Berlusconi – Alfano, e non c’è motivo alcuno per farsi piacere una eventuale variante in salsa tecnica montiana.

Il testo attualmente all’esame della Camera contiene infatti il divieto di pubblicazione degli atti sino al dibattimento, prevede cervellotiche pubblicazioni per ” sunto”, conferma l’inasprimento delle pene per i cronisti e per gli editori, in modo tale da scoraggiare preventivamente quel poco di giornalismo di inchiesta ancora in vita.

Comprendiamo le attenzioni e le ” delicatezze” riservate al governo Monti, ma forse un governo così forte ed autorevole avrebbe bisogno di un di più di attenzione critica e non sempre e soltanto di cori elogiativi.

A Mario Monti andrebbe chiesto non solo di rinunciare ad ogni ipotesi di riesumare la legge bavaglio, ma addirittura di farsi promotore di una legge per liberare dai bavagli le frequenze digitali congelate, le autorità di controllo e di garanzia, e la Rai ormai prossima al fallimento.

Altro che bavaglio, se Monti vuole davvero rompere con il passato e non piegarsi di fronte all’inviolabile tabù del conflitto di interessi, dovrebbe annunciare la presentazione di una “Legge Sbavaglio”, in questo caso non avremmo esitazione alcuna ad associarci al coro dei suoi cantori in servizio permanente effettivo…