A Laura Boldrini: nessun bavaglio, le leggi ci sono già

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 3 Maggio 2013 18:06 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2013 20:30
laura boldrini

Laura Boldrini: bavagli mai

Possibile che anche il Presidente della Camera Laura Boldrini, una libertaria da sempre, una che odia davvero i bavagli, voglia mettere le brache alla rete attraverso una legge speciale?

L’allarme ha attraversato internet, dopo l’intervista rilasciata dalla Presidente a Repubblica, e il riferimento alla necessità di una una nuova legge campeggiava nel titolo, anzi veniva evidenziato quasi come il cuore della intervista medesima.

In realtà, nel testo, la Presidente riflette sulla violenza, sulle sue forme vecchie e nuove, sui linguaggi, sui quintali di spazzatura che circolano anche in rete, su recenti episodi di razzismo e di antisemitismo che sembrano aver trovato nei siti uno dei loro luoghi di elezione.

Non vi é dubbio alcuno che, si tutti questi temi si possa e si debba discutere senza pudori, come ha detto la stessa Concita De Gregorio, senza chiusure corporative, senza indulgenze per la violenza, magari mettendo insieme donne e uomini che conoscano la materia e che abbiano a cuore la convivenza civile e il sacro rispetto per la libera circolazione delle opinioni anche e soprattutto di quelle che non ci piacciono.

Le questioni denunciate da Laura Boldrini rientrano già nelle categorie dei reati previsti dai nostri codici: istigazione alla violenza, al razzismo, all’antisemitismo, apologia del nazifascismo, pedofilia…,questi sono reati perseguibili dentro e fuori la rete, senza bisogno di leggi speciali.

Se, fino ad oggi, molti di questi reati non sono stati perseguiti non è stato per ossequio all’articolo 21 della Costituzione, ma perché alcuni di quei reati sono stati commessi da persone coperte da immunità ed impunità.

Discutiamo pure su questi temi, dunque, ma non apriamo varchi di alcun tipo a chi vorrebbe usarli (e non ci riferiamo certo a Laura Boldrini) come una sorta di cavallo di Troia per aprire la strada alla nuova legge sulle intercettazioni e alla già annunciata stretta sul diritto di cronaca.

Per altro, sarà il caso di ricordalo in occasione della Giornata internazionale per la libertà di informazione, siamo già agli ultimi posti in Europa in relazione alla libertà dei media.

Sarebbe il caso di non precipitare ulteriormente, anche se il tema non sembra certo appassionare il nuovo Governo, o meglio neanche il nuovo Governo, in questo assolutamente in linea con tutti quelli, di ogni colore, che lo hanno preceduto nello scorso ventennio.