Lo spread della “Legge bavaglio”

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 21 luglio 2012 14:12 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2012 14:17

Paola Severino (Lapresse)

ROMA – “La ripresenteremo nel testo ultimo depositato alla camera dei deputati… No non la ripresenteremo e comunque non ci saranno norme bavaglio… No presenteremo un testo nuovo a settembre… No nessun decreto in materia, ascolteremo prima la maggioranza…”. Queste alcune delle tante posizioni assunte dal ministro Severino in materia di legge sulle intercettazioni. Il ministro ha ora annunciato che prima di settembre non accadrà nulla e comunque ci sarà una preventiva consultazione con le forze politiche che sostengono Monti.

Tra queste, ovviamente, ci sono  i berlusconiani che vorrebbero chiudere la procura di Palermo, mettere un freno ai controlli di legalità ovunque, dare una bella stretta alla pubblicazione delle intercettazioni. Non a caso il testo peggiore sino ad oggi prodotto porta la firma dell’ ex segretario Alfano.

Per altro anche gli altri non scherzano, sarà infatti bene non dimenticare che la legge Mastella, pessima, fu votata dalla stragrande maggioranza del Parlamento centro sinistra incluso. Le norme per prolungare i tempi di divieto di pubblicazione, per inasprire le sanzioni a carico dei cronisti e degli editori, per ridurre il raggio d’azione degli inquirenti ci saranno ancora e non sarà certo il caso di fare sconti a nessuno.

Per questo l’assemblea di articolo 21 ha deciso di iniziare a rilanciare, ora e subito, la campagna “No bavaglio” affinchè sia chiaro a tutti, al governo in primo luogo, che se ci riproveranno, troveranno la stessa reazione degli anni passati. Non ci saranno sconti per nessuno!

Gli eventuali ” Bavagli tecnici” non potranno certo godere di particolari  e ingiustificate indulgenze, anche perchè quando si cerca  di ridurre lo “spread” sui rendimenti dei titoli, bisogna stare ancora più attenti a non far precipitare lo “spread” in materia di diritti e di  libertà di informazione.

Sarebbe davvero intollerabile che, in nome della emergenza e della crisi, si tentasse di far passare una legge che rischia di rendere sempre più difficile la ricerca della giustizia e della verità in un paese che, per altro, non ha potuto o voluto risolvere i ” Misteri” che ancora oggi condizionano e minano l’ordinamento democratico e la vita delle istituzioni.