Migranti, asse Maroni-Toti-Zaia. Ma Papa Francesco alza un muro

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 9 Giugno 2015 15:03 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2015 15:03
Migranti, asse Maroni-Toti-Zaia. Ma la Chiesa alza un muro

Luca Zaia (foto LaPresse)

ROMA – Come era facilmente prevedibile l’asse Maroni, Toti, Zaia, ha iniziato a funzionare. Per mandare il primo segnale ha scelto il terreno più facile e demagogico: quello delle paure, anche legittime, verso l’immigrazione.

Lo hanno fatto usando un linguaggio salviniano, minacciando inattuabili ritorsioni verso i comuni “Accoglienti”. Non contento Salvini ha evocato la marcia sulle Prefetture. Se le stesse parole le avesse usate un privato cittadino sarebbe già stato accompagnato al più vicino posto di polizia.

Naturalmente agli spot del trio del Nord ha risposto il governo e tutte le diverse sfumature della sinistra e del grillismo. La risposta più dura, e destinata a lasciare il segno, è arrivata dalla Chiesa, dalla conferenza episcopale, dalla Caritas e dalle molteplici associazioni che si richiamano al mondo cattolico, e in senso più ampio alla cristianità e alle comunità musulmane.

La Chiesa di Francesco, ancor più che nel passato, ha deciso di alzare un muro verso razzismo, xenofobia, esclusione sociale. Un tempo il nemico era il comunismo”Ateo e scristianizzante”, oggi quel nemico ha preso le sembianze dell’egoismo sociale, dello sfruttamento, dell’odio alimentato dagli imprenditori della paura.

Questo muro sarà ancora più visibile il prossimo 18 giugno, quando Francesco renderà pubblica l’enciclica “Laudato si mi Signore”; nel testo, stando alle prime anticipazioni, il Papa oltre ad affrontare la questione ambientale, prenderà di petto i nodi legati alla povertà, al modello di sviluppo, allo sfruttamento degli ultimi della terra.

Saranno parole che scaveranno un fossato ancora più profondo con i teorici delle guerre di civiltà e con i seminatori di odio, nel mondo e a casa nostra.

Chi oggi pensa di guadagnare consensi aizzando i vessilli del terrore e aizzando le pur legittime ansie dei cittadini, potrebbe trovarsi a fronteggiare non i centri sociali, ma la Chiesa e le sue parrocchie che, nonostante la crisi delle vocazioni, continuano ad essere l’unica realtà associativa ancora presente su tutto il territorio nazionale.

Per ora i futuri duellanti si lanciano messaggi e fingono di ignorarsi, ma presto dovranno sfidarsi in campo aperto, con conseguenze non facilmente prevedibili, anche e soprattutto per chi vorrebbe mettere insieme Salvini, Berlusconi, Ruini, Casa Pound, e i cosiddetti moderati, sempre più invocati e sempre meno rintracciabili, in natura e in politica. Che ci piaccia o no, questa sarà una delle variabili che peserà, e non poco, sui futuri scenari politici e sociali.