Minzolini e Amendola un indecente paragone

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 14 Marzo 2010 19:51 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 18:13

Giovanni Amendola, morì nel 1926 per le manganellate degli squadristi fascisti

Non sappiamo quale consistenza abbia l’inchiesta di Trani e neppure ci interessa saperlo, anzi ci auguriamo che non esista alcuna ipotesi di reato e che le persone coinvolte siano completamente scagionate da qualsiasi ipotesi di reato a cominciare da Augusto Minzolini, direttore del tg1.

Fatta questa doverosa premessa resta, tuttavia, la gravità di quanto sta emergendo: la mostruosità di un conflitto di interessi che ha raggiunto punte estreme e che sta minando l’ordinamento democratico.

“Ma via è sempre andata così, non facciamo gli ipocriti, i politici hanno sempre telefonato ai direttori..”, sarà pur vero ma nessun presidente del consiglio è mai stato il diretto proprietario delle tv . Nessun presidente del consiglio ha mai riunito nelle sue mani le principali reti e la quasi totalità delle risorse pubblicitarie. Come se non bastasse, come si ricava dalle intercettazioni, il medesimo reclamava anche la chiusura dei pochi programmi non di suo gradimento:quelli di Santoro, di Floris, della Dandini. Per non risparmiarsi nulla manifestava anche il desiderio di non vedere più in tv, neppure come ospiti, Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, per altro quasi mai invitati, perché considerate “persone non gradite” dal capo supremo e dai suoi servi.

Cosa altro bisogna attendere per allarmarsi? Bisogna aspettare l’olio di ricino e qualche bel rogo delle ex case del popolo? Sino a quando faremo finta che tutto sia normale compiacendoci del nostro cinismo di persone che tanto le hanno già viste tutte ? Siamo sicuri che tanto esibito distacco non sia una altra forma di opportunismo, di vigliaccheria, di viltà?

Nel suo ultimo editoriale Minzolini, con aria grave e solenne, ha proclamato la sua innocenza e ha gridato che non si farà intimidire e che non sarà un direttore dimezzato.

Chi lo ha intimidito? Perchè non lo ha gridato al telefono al suo amico Berlusconi? Chi lo ha intimidito quando ha deciso di realizzare il famoso titolo con il quale l’avvocato Mills, prescritto, veniva invece assolto dal direttore del tg1? Chi lo ha intimidito quando ha scritto e letto sempre e soltanto editoriali confezionati sulle esigenze del capo supremo?

Non sappiamo chi voglia dimezzare il direttore, ma sicuramente lui ha dimezzato il diritto dei cittadini che ancora pagano il canone di abbonamento ad essere informati in modo completo e corretto.

Quanto all’autoparagone tra il suo “martirio”e quello di Giovanni Amendola, sarebbe davvero da denuncia per oltraggio alla memoria e alla storia.

Giovanni Amendola  infatti, subì le manganellate degli squadristi e dei sicari del regime, proprio per non aver voluto giurare fedeltà al capo e per essersi ribellato al conformismo e alla viltà dilagante. Morì, esule, per le conseguenze del pestaggio subito. Per gioia sua e sollievo nostro, Minzolini vive e lotta in mezzo a noi e la sera si fa fotografare in compagnia di belle ragazze sorridenti, all’apparenza  per nulla intenzionate a riempirlo di botte e comunque non per motivi politici.

Mai come in questo caso ci sembra proprio il caso di dire: tutta un’altra storia, ben altra pasta umana.

Dal momento che, come è noto, il direttorissimo non ama scusarsi né rettificarsi, ci permettiamo noi di chiedere scusa ai familiari di Giovanni Amendola per un accostamento che definire osceno è forse poca cosa…. sarà appena il caso di ricordare che Amendola non era uso intrattenere conversazioni di alcun tipo con il duce, al quale per altro non avrebbe mai promesso alcunché e tanto meno un editoriale……