No Tav, opposte doppiezze

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 21 settembre 2013 12:47 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 12:47
No Tav, opposte doppiezze

Angelino Alfano (Foto Lapresse)

ROMA – Non abbiamo simpatia alcuna per qualsiasi forma di violenza, in tutte le sue possibili manifestazioni. Non ci convincono per nulla gli alibi forniti ai boicottaggi dentro e fuori la Val di Susa, ancora meno la sottovalutazione delle possibili infiltrazioni.

Troviamo ancora più insopportabile che un giudice come Caselli sia celebrato se indaga contro i mafiosi e i loro protettori politici, e possa invece diventare un nemico quando decide di mettere il naso altrove. Questa doppiezza ci ricorda stagioni non esaltanti della politica e dell’etica nazionale.

Proprio per questo troviamo, invece, insopportabile che il vice presidente Alfano esibisca la faccia feroce contro le proteste in Val di Susa e decida, invece, di indossare la mimetica e di guidare le truppe contro i rivoltosi.

Questo compito eventualmente lo lasci ad altri, non impugni la bandiera della legalità violata e della sacralità dello stato repubblicano e delle sue leggi.

Qualsiasi cittadino di quelle valli, e non solo le minoranze arrivate da fuori, potrebbe indignarsi per questa esibizione muscolare, dopo che, in questi stessi giorni, sono state spese parole e azioni a tutela di un cittadino condannato in via definitiva e contro i giudici e i tribunali.

Perché mai i giudici e la legalità andrebbero difesi in Val di Susa e non a Roma? Chi oggi difende le inchieste di Caselli e dei suoi collaboratori, non ha brigato in ogni modo per metterlo fuori ruolo e bloccarne la nomina a capo dell’antimafia?

La doppiezza dei cantori del boicottaggio non ci piace, ma non vorremmo che si chiudessero occhi, orecchie e bocche, di fronte alla doppiezza di chi avrebbe il compito istituzionale di difendere la Costituzione repubblicana, sempre, comunque, e da chiunque, fosse anche il capo supremo.