Il “rigore” della Lega: “Basta, è ora di moralizzare”

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 12 Giugno 2010 15:31 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 19:35

Michele Santoro

“Basta è ora di moralizzare,subito i compensi dei dipendenti della Rai nei titoli di coda,basta con gli sprechi,tagliamo tutto e tutti..”, da qualche giorno le camice verdi al governo hanno iniziato una spietata campagna contro usi ed abusi del e nel servizio pubblico.

Come si potrebbe dissentire? Peccato che gli stessi toni non li abbiano riservati anche a proposito del caso Scajola, anzi si sono stretti a corte attorno al sultano, agli eunuchi e alle odalische.

Peccato ancora che il loro governo sia presieduto dal proprietario della azienda concorrente e che sia persino il titolare della delega alle comunicazioni,circondato dallo sconcertante e assordante silenzio delle autorità di garanzia e istituzionali.

Calderoli fa finta di non sapere e urla per distrarre i gonzi da quanto sta accadendo:il governo e la maggioranza stanno stendendo un immenso bavaglio destinato ad oscurare e ammutolire la pubblica opinione.

Noi di Blitz siamo in grado di rivelare che, nel pieno della finta campagna di moralizzazione, la Lega sta tentando di prendersi anche Rai News e di espellere il direttore Corradino Mineo,considerato anche lui sgradito e sgradevole al sultano e alla corte. Del resto,appena qualche giorno fa, il viceministro Romani aveva indicato Rai News come uno degli obiettivi da colpire e affondare.

Il direttore generale spera di mettersi in salvo siglando un patto di sangue padano con gli alleati di fiducia di Berlusconi.

Così Rai news dopo essere stata oscurata tecnicamente,corre il rischio di essere oscurata politicamente,ridotta alla stregua di una merce da scambiare.

La cosa è ancora più scandalosa perché in queste settimane Mineo e la sua redazione hanno ricevuto attestati di solidarietà da un ampio e vastissimo arco di forze politiche e sociali che hanno riconosciuto alla emittente la capacità di raccontare le principali vicende del mondo e della Italia dando voce in ogni occasione ai più diversi e distanti punti di vista.

Si tratta dunque solo e soltanto di una esecuzione politica,di un atto di killeraggio,della volontà di mettere sotto controllo tutte le postazioni medianiche alla vigilia forse di una rottura costituzionale grave e inquietante.

Per la prima volta nella storia della rai,se dovesse andare in porto anche la cacciata di Mineo,ben 10 testate giornalistiche della rai su 11 sarebbero saldamente nelle mani di donne e uomini vicini all’attuale governo,che per altro già controlla quasi l’intero settore privato.

Chiunque pensi che si tratti di una vicenda Rai e delle consuete miserie della lottizzazione o è un idiota o sta sul libro paga i Berlusconi. Quanto sta accadendo corrisponde ad una strategia di assalto tesa a creare le condizioni per imporre il passaggio ad un altro regime ad una sorta di repubblica presidenziale a reti unificate, di segno autoritario.

A subirne le conseguenze non saranno solo la carta costituzionale gli oppositori,ma il medesimo Fini che,per quanto possa fare e tacere,resta e resterà uno dei primi obiettivi della offensiva in corso.

Oggi, sul Corriere della Sera, il presidente della Camera ha finalmente manifestato qualche perplessità anche per le norme che hanno sfregiato il diritto di cronaca,adesso ci attendiamo che trasformi le perplessità in atti e gesti che fermino la folle e rovinosa corsa dei berlusconiani.

“Mica potete pretendere che Fini si sostituisca alle opposizioni..” ci ha saggiamente detto un vecchio giornalista .No non lo pensiamo e non lo pretendiamo,ma dal presidente della Camera che ha fatto della legalità,del rispetto del parlamento,del patriottismo costituzionale,una cifra personale e politica,possiamo sicuramente pretendere che sia coerente con se stesso,che imponga il rispetto della centralità del Parlamento,che respinga la ennesima fiducia,che tuteli l’articolo 21 della Costituzione.Questo possiamo e dobbiamo esigerlo da tutti,da noi stessi,dalle opposizioni,dai sindacati,dalle autorità di garanzia,da ogni singolo giornalista o magistrato che sia,dal medesimo presidente della repubblica.

Questa volta nessuno,ma proprio nessuno,si potrà e si dovrà lamentare se e quando sarà tirato per la giacchetta,meglio una giacchetta stropicciata che una costituzione stracciata.