Sallusti libero, e il bavaglio?

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 27 settembre 2012 19:19 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 23:02

” No al carcere per Sallusti…Siamo alle soglie del regime…le opinioni non si processano…basta con le norme bavaglio…subito una legge contro la galera ai cronisti…”, roba da leccarsi i baffi per chi come noi, e come Blitz, ha sempre contrastato ogni forma di bavaglio vecchio e nuovo, sotto qualsiasi forma e di qualsiasi colore.

Dal momento che lo abbiamo sempre sostenuto non faremo eccezione neppure nei confronti di chi ha, al contrario, sempre plaudito agli editti bulgari, e sghignazzato di fronte alle proteste contro i tentativi di mettere sotto controllo la rete e di inasprire le pene a carico degli editori e dei cronisti.

Dalla legge Mastella sino alle proposte di Alfano si sono puntualmente ripetuti i tentativi di inasprire le pene, carcere compreso, utilizzando il grimaldello della legge sulle intercettazioni.

Ora gli stessi che hanno lanciato il sasso, nascondono la mano e, di fronte al caso Sallusti, invocano la depenalizzazione e la immediata abrogazione delle norme che hanno provocato la condanna del direttore del Giornale, per altro di proprietà di quel Silvio Berlusconi che aveva invocato ed ottenuto l’espulsione dalla Rai dei giornalisti sgraditi ” per uso criminale della televisione”.

Si sono pentiti o o si tratta della ennesima variazione sul tema conflitto di interessi e norme ” ad personam”?

Sia come sia sarebbe un gravissimo errore non mettere tutti alla prova reclamando una legge che non solo cancelli le norme oggi contestate, ma anche rafforzi l’istituto della rettifica a tutela dei diffamati e delle dignità calpestate ed umiliate.

Naturalmente, dopo aver ascoltato nell’aula della Camera dei deputati, tanti inni all’articolo 21 della Costituzione e altrettanti commossi appelli contro la galera, restiamo in ” ansiosa attesa” che siano subito ritirati i progetti di legge bavaglio e tutti gli inasprimenti di pena, a partire proprio dalle previsione di detenzione per editori e giornalisti.

Se così non sarà avremo assistito alla ennesima sceneggiata,tesa non a difendere l’interesse generale, bensî a tutelare il compare di turno!