Crisi. Due pigri (Francia e Italia) e un riottoso (Germania)

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 novembre 2014 16:48 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2014 16:57
Giuseppe Turani: "Due pigri (Francia e Italia) e un riottoso (Germania)"

Giuseppe Turani: “Due pigri (Francia e Italia) e un riottoso (Germania)”

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo anche per il sito Uomini e Business:

Ormai i segnali sono molto numerosi. E vengono un po’ da tutte le parti. Ocse, Fmi, Moody’s Standard & Poor’s: tutti concordi nel dire che la congiuntura europea e quella italiana non danno segni di vita e che quindi esiste il pericolo che il 2015, invece ci essere finalmente un anno di ripresa seria, sia l’anno della terza recessione.

Da tutte la parti, naturalmente, si invoca l’intervento della Bce. E la stessa Bce, peraltro, promette interventi non convenzionali. Nonostante tutto ciò, la situazione rimane grave e le previsioni dei vari centri non migliorano. Come mai?

Due sono le possibili risposte. Da una parte si sa che la Bce farà qualcosa, ma si sa anche che più di tanto non potrà fare: non è la Fed e quindi non ha libertà d’azione che invece ha la banca centrale americana. E infatti è lo stesso Draghi a dire che i governi devono sbrigarsi a fare le riforme perché non può fare tutto lui.

La seconda spiegazione consiste nel fatto che, al di là dei numeri macro-economici, la situazione europea è abbastanza strana. Se guardiamo i tre maggiori paesi, che cosa vediamo? Francia e Italia sono ammalati gravi (disavanzi alti e debiti consistenti), ma non si vedono grandi riforme alle porte. C’è piuttosto un navigare sotto costa sperando che prima o poi le cose si aggiustino. Non c’è traccia, cioè, del fervore che invece animò la Germania di dieci anni fa. In questi due paesi ci si perde in dibattiti fumosi, si fanno piani probabilmente inutili di rilancio e risistemazione. Insomma, sono pigri. Il Financial Times scrive che l’Italia è a rischio default, ma qui il dibattito politico prosegue indisturbato e tutti fanno vita di non aver sentito niente (l’unico che si agita un po’ è Renzi, ma non lo prendono troppo sul serio: il problema vero degli altri è come mandarlo a casa).

Poi c’è la Germania, che continua a fare una politica non-espansiva. E, visto che è la più grande economia europea, questo fatto si fa sentire. Gli appelli alla Germania perché passi a una politica economica espansiva si sono sprecati in questi mesi, ma il risultato è stato quasi zero.

In sostanza, due paesi (Francia e Italia) fanno finta di non essere in crisi e il terzo (Germania) non fa niente in attesa che gli altri due facciano qualcosa. In queste condizioni sperare in una seria ripresa europea è inutile.