Giuseppe Turani: “La ripresa è arrivata”

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 23 febbraio 2015 9:39 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 9:39
Matteo Renzi (foto Ansa)

Matteo Renzi (foto Ansa)

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business col titolo: “La ripresa è arrivata”.

Si fa un gran discutere della ripresa italiana. C’è o non c’è? Di solito la gente tende a dire che si tratta dell’ennesima illusione. Troppe volte la ripresa è stata annunciata e poi non è arrivata. Oppure è comparsa per qualche mese e è stata di nuovo inghiottita dalla crisi.

Questa volta, invece, se non ci saranno incidenti gravi sul piano internazionale, la ripresa (piccola) arriverà davvero. Naturalmente, il governo tende a dire che è merito della sua opera riformatrice. Per la verità le cose non stanno proprio così. In Italia la recessione è’ finita e sta arrivando un po’ di ripresa grazie a una congiuntura internazionale che non potrebbe essere migliore. L’euro si sta svalutando verso il dollaro e questo ha spinto al massimo le nostre esportazioni. Il petrolio è sceso moltissimo di prezzo, e questo per un paese come l’Italia che deve importare quasi tutto il suo fabbisogno energetico è stata un’altra spinta positiva. Infine, c’è il Qe di Draghi: cioè una forte immissione di liquidità nel sistema economico.

Sotto questa triplice spinta anche un’economia moribonda avrebbe avuto qualche sussulto. E la nostra non è affatto un’economia moribonda.

Chiarito che la ripresa ci sarà, rimane da capire quanto potrà essere forte. Ci sono gli ottimisti i quali pensano che si possa arrivare addirittura all’1 o al 2 per cento di crescita, se la congiuntura internazionale continua a favorirci.

Ma è molto probabile che siano completamente fuori strada. Fino a qualche settimana fa si pensava che l’Italia avrebbe avuto quest’anno una crescita dello 0,4 per cento (stima ribadita ancora di recente dall’Ocse). Da qualche giorno centri di previsione un po’ più fiduciosi non escludono che si possa arrivare anche allo 0,6-0,8 per cento di crescita. Fare di più mi sembra molto difficile. E credo che nemmeno in ambito governativo lo pensino.

Però la ripresa questa volta arriva davvero. Anzi, è già qui. Il segnale importante (oltre all’aumento degli ordini alle imprese) viene dal mercato dell’auto. Si tratta di un mercato molto particolare. A causa del costo impegnativo dell’automobile, questo mercato di solito è il primo che va in crisi (in Italia si è arrivati a vendere un milione di auto in meno) e è l’ultimo che si riprende. La gente affronta la forte spesa (in genere 7-8 stipendi) per un’auto nuova solo quando è sicura che il peggio sia ormai alle spalle e che quindi potrà contare su una discreta continuità di reddito. E da gennaio il mercato dell’auto, in Europa e in Italia, è in decisa ripresa. E questo significa che è entrata in ripresa anche l’economia.