Giuseppe Turani per Uomini e Business: “Grillo ha paura e cerca accordo col Pd”

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 27 Giugno 2014 7:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2014 23:36
Giuseppe Turani per Uomini e Business: "Grillo ha paura e cerca accordo"

Giuseppe Turani per Uomini e Business: “Grillo ha paura e cerca accordo”

ROMA – “Se non può essere il padrone assoluto del paese si accontenta di un posto a tavola”. Giuseppe Turani in un articolo per Uomini e Business commenta così l’inversione di marcia di Beppe Grillo e del Movimento 5 stelle, che dopo la sconfitta alle elezioni europee del 25 maggio si è seduto al tavolo delle trattative con il Pd per la legge elettorale:

“Grillo ha paura. Era partito convinto che alle europee avrebbe superato di molte lunghezze il Pd di Matteo Renzi. E questo gli avrebbe dato titolo per chiedere lo scioglimento delle camere e nuove elezioni. Da cui il M5s sarebbe risultato vincitore, consegnando il paese a Grillo e a Casaleggio e ai loro ragazzi.

Invece, come si sa, le cose sono andate assai diversamente. E c’è anche la possibilità che alla fine la legge elettorale venga davvero riformata con ballottaggio e premio di maggioranza.

In questo caso Grillo rischierebbe di diventare davvero irrilevante perché il ballottaggio avverrebbe quasi certamente fra il Pd e la coalizione raccolta intorno a Forza Italia. E Grillo, chiunque sia il vincitore, dovrebbe stare cinque anni in panchina. Un po’ troppi.

Ecco allora la sua offensiva “di dialogo” sulla legge elettorale. A lui tutto quello che interessa è che ci siano elementi di proporzionale in modo che la futura compagine del suo strambo movimento diventi comunque utile per fare qualche maggioranza.

Insomma, Grillo, persa la speranza di diventare il padrone assoluto del paese, adesso si accontenterebbe di un posto a tavola.

Un obiettivo collaterale è quello di offrire una spalla a quanti dentro il Pd detestano Renzi e vorrebbero una legge elettorale proporzionale, in modo da poter fare poi gli accordi con le altre forze, come è successo negli ultimi quarant’anni.

Entrambe le manovre, però, sembrano destinate a finire nel vuoto”.