Global compact: Salvini incastra Di Maio. Conte banderuola al vento

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 novembre 2018 10:06 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2018 10:06
Global compact: Matteo Salvini incastra Di Maio. Conte banderuola al vento

Global compact: Salvini incastra Di Maio. Conte banderuola al vento (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Global compact cosa sia davvero e cosa davvero ci sia scritto in quel patto/documento conta davvero poco per la politica e l’informazione e la pubblica opinione italiane al tempo del qui e dell’oggi. Conta di più, molto di più come se la giocano sui vari tavoli e palcoscenici: il Parlamento, le tv, i social, i giornali, la testa della cosiddetta gente.

E così Matteo Salvini se l’è giocata alla grande. Mettendosi in una posizione che o vince o…vince. E mettendo Luigi Di Maio nella posizione che o perde o…perde. Dunque Salvini si ritrova con un problema: questo global compact. Lui e tutti sovranisti di mezzo mondo vanno raccontando che è un patto mondiale per favorire sfacciatamente le immigrazioni nei paesi…bianchi? Non è vero, ma importa nulla sia vero o falso. Questo è stato raccontato, questa è ormai la percezione convinta della gente, non si può deludere la gente su questo. Noi sovranisti che firmiamo un patto mondiale sulle migrazioni? Non sia mai, ne va della faccia, della faccia feroce.

Quindi? Quindi è un problema. Perché Conte che sarebbe il premier del governo italiano il 26 settembre all’Onu ha testualmente detto “Sosteniamo il global compact”. Non era in effetti frase particolarmente impegnativa, il global compact non apre frontiere, non dà vie libere, stabilisce e riconferma solo principi di comportamento che dovrebbero essere comuni di fronte alle migrazioni. A voler essere precisi, il global compact ne traccia di confini, traccia confini da non valicare, quelli del rispetto dei diritti umani.

Quindi Conte a nome del governo italiano due mesi fa ha preso pubblico impegno internazionale. E ancora ieri M5S al Parlamento europeo votava a favore del global compact. Infatti Conte all’Onu aveva detto sì perché così gli aveva detto di dire M5S. Ma Salvini mica poteva perdere la faccia feroce andando lui stesso come ministro degli Interni a firmare…

Quindi eccolo Salvini, ecco come incastra Di Maio: decida il Parlamento e non il governo. Salvini dice e fa: decida il Parlamento e non il governo. Conte premier non fa una piega. Come se non avesse parlato all’Onu. Come se quanto ha detto non contasse nulla. Insomma Conte come non detto, si allinea di buon grado al vento più forte. Decida il Parlamento sul global compact, il contro ordine viene da Salvini.

Parlamento: se M5S vota pro global compact con Pd e altri global compact passa, ma la “colpa” è tutta di M5S e Salvini può dire che la responsabilità delle invasioni di migranti è di M5S. Se global compact  passa in parlamento con i voti M5S la Lega vince la battaglia della propaganda e si mette nella posizione di accusa che raccoglie più voti e consensi elettorali.

Se invece in Parlamento M5S non fa passare global compact, allora Lega si mette al petto la medaglia di aver fermato sul bagnasciuga italiano il patto mondiale e mondialista pro immigrati piegando M5S ad abbandonare fisime e sogni pericolosi di diritti umani che poi sotto chissà cosa c’è davvero. In ogni caso Lega vince.

Simmetricamente in ogni caso M5S perde: se vota il global compact si espone all’accusa e al danno elettorale di aver favorito l’immigrazione, se non lo vota si regala una mezza crisi di identità e qualche crisi di coscienza per l’approdo ufficiale del MoVimento su sponde sovraniste.

Ma, così per curiosità, qual era la pietra dello scandalo, l’intollerabilità del global compact? Era che migranti e profughi diventano la stessa cosa, che bisogna accogliere egualmente sia quelli che lasciano casa loro per cercare lavoro sia quelli che fuggono dalla guerra. Non era così, non c’è scritto così? No, non c’è scritto così. Anzi c’è scritto che migranti e profughi hanno gli stessi diritti umani ma diversa (diversa!) situazione e status legale. Non c’è scritto che devono entrare tutti e tutti allo stesso titolo, c’è scritto il contrario. Ma a chi frega quello che c’è scritto davvero?