Governo, tira brutta aria: rimpasto? Crisi? Tutti litigano, pagano gli italiani

di Bruno Tucci
Pubblicato il 30 Ottobre 2020 11:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2020 11:46
Governo Conte, tira brutta aria: rimpasto? Crisi? Tutti litigano, pagano gli italiani

Governo, tira brutta aria: rimpasto? Crisi? Tutti litigano, pagano gli italiani (nella foto Ansa, Andrea Marcucci del Pd)

Il segnale che il Governo non ha più la certezza e la forza di qualche settimana fa è dimostrato dalle parole pronunciate ieri a Palazzo Madama da Andrea Marcucci.

Andrea Marcucci non è un signor nessuno nel Pd, ma il capogruppo del partito democratico al Senato. Il suo intervento ha preso di mira il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sparandogli contro palle avvelenate. Queste: i singoli ministri sono adeguati all’emergenza? Non è il caso di aprire all’opposizione? Si vada alla verifica perché in un momento come quello che stiamo attraversando c’è bisogno di una maggioranza coesa.

Il sostantivo rimpasto non piace al premier, però le strade sono due. O si va verso una “revisione” dell’attuale Gabinetto. Oppure Conte rischia grosso fino ad una crisi di governo. Che francamente non sarebbe auspicabile con il virus che impazza. Il premier deve stare attento perché la sua popolarità è in discesa. I sondaggi dicono che è diminuita molto molto.

Quel che ha detto Marcucci in Senato ha gettato lo scompiglio fra i Dem. Tanto è vero che il segretario del partito si è affrettato a smentire in qualche modo il capogruppo gettando acqua sul fuoco delle polemiche.  Sostiene Nicola Zingaretti: “Conte e i suoi ministri hanno il nostro pieno appoggio”. Come dire: tutto rimane come adesso.

Proprio per questo virus che squassa la maggioranza, il premier si sente sotto assedio anche se continua a tenere la barra dritta e a non arretrare. Però, la situazione della pandemia non migliora. Anzi, i casi continuano ad aumentare (ieri sono stati 26831 con 217 decessi) e le conseguenze politiche non si fanno attendere. Le opposizioni non danno tregua, Matteo Salvini e Giorgia Meloni continuano a sostenere che questo governo ha l’acqua alla gola e non riesce a gestire il Covid19 se non con continui decreti del Presidente del Consiglio che finora non hanno avuto riscontri positivi.

La strage islamista che ha sconvolto la Francia prorompe anche nel nostro Paese, perché il terrorista era arrivato in Italia con un barcone. Ed era stato sistemato in una delle navi che accolgono i migranti sbarcati in Italia, per la precisione a Lampedusa. Poco tempo dopo con un foglio di via gli era stato ordinato di ritornare in Tunisia. Ma chi ha controllato questo provvedimento? Chissà, nessuno sa niente. Comunque, il killer è riuscito a fuggire e a raggiungere la Francia. Matteo Salvini spara a zero contro il ministro degli Interni Luciana Lamorgese. Se fosse stato ancora lui a quel posto questa strage non sarebbe avvenuta…

Non mancava che una tegola del genere al Governo Conte per intorbidare ancora di più le acque. Nel Pd, sono in molti a storcere la bocca, nonostante lo stop di Zingaretti. I 5Stelle si scagliano contro Marcucci che in un momento come questo pensa solo a come distribuire le poltrone.

Comunque sia, i pentastellati si sentono più forti quando gli alleati si indeboliscono litigando fra di loro. E al Covid chi ci pensa? I numeri dimostrano che le misure prese di recente dal governo sono già vecchie.

Un gruppo di virologi ritiene che cinque regioni dovrebbero essere chiuse il più presto possibile. Oltre alla Lombardia e alla Campania, anche il Lazio, la Liguria e la Val D’Aosta dovrebbero abbassare la saracinesca.

Palazzo Chigi è accerchiato- E con tutta probabilità (forse già nella prossima settimana) Conte si presenterà in Tv a leggere il suo ennesimo Dpcm. Un lockdown soft che gli italiani potranno sopportare agevolmente.

La realtà è una e una soltanto con una direzione ben precisa. Non è più tempo di esperimenti, se si vuole davvero affrontare e limitare i danni del virus. In che modo se le forze politiche pensano solo a come darsi battaglia? Forse Marcucci non sbaglia quando dall’aula del Senato tuona: “Presidente, l’Italia ha bisogno di una maggioranza più coesa”.