Governo Delirakis, fra Lega e Movimento 5 stelle 40 pagine di velleità

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 17 maggio 2018 10:10 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 10:10
Governo Delirakis del cambiamento, fra Lega e Movimento 5 stelle 40 pagine di velleità

Governo Delirakis, fra Lega e Movimento 5 stelle 40 pagine di velleità

ROMA – Può essere che in me ci siano tracce di razzismo inconsapevole, ma vista la tavolata[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] che ha steso il programma di governo (con Calderoli, Borghi e Rocco Casalino) più signore che non ho identificato (non sono più aggiornato) cascano le braccia e altro. Dieci amici in pizzeria. Non certo una classe dirigente di un paese del G7. Salvini che fa il suo comizio su FB, poi, mette francamente un po’ paura. E l’eterno uomo-Coin (Giggino Di Maio), da sei mesi vestito da presidente del Consiglio, comincia proprio a far ridere, forse anche sua mamma non ne può più di vederlo. La sentenza di Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, è senza appello.

Esaurite queste prime impressioni, bisognerebbe parlare del progettato governo e del programma relativo. Il tutto può essere riassunto in una parola: Delirakis (copyright “Il Foglio”).

E’ un affare delirante, un temino di terza media (o seconda) con tutte le ossessioni dei leghisti e dei grullini. C’è tutto: l’attacco all’Europa, agli immigrati, ma anche l’attacco al Parlamento. Decine e decine di cose che non si potranno mai fare, con sprazzi di velleitarismo puro, da bambini mai cresciuti: la riforma dei trattai Ue. Loro? Quella tavolata di dentisti, ex Grande Fratello, più qualche sindaco e sfaccendati vari?

Intanto, fuori scena il fondatore Grillo dalla sua villona genovese imperversa, anche lui un po’ bambino: voglio il referendum sull’euro per vedere se il popolo desidera rimanere o uscire.

Non merita nemmeno risposta, se non una: stia calmo, prima che lui faccia il referendum, gli euro saranno già scappati tutti dall’Italia. E saremo in pieno Venezuela.

Nelle 40 pagine non c’è nemmeno una riga di compatibilità finanziaria. 40 pagine di sciocchezze, senza mai dire chi le dovrebbe fare e chi dovrebbe pagarle. In compenso rispunta il Gran Consiglio del Fascismo, denominato comitato di conciliazione. Un oggetto extra-costituzionale: solo per averlo pensato, e persino scritto, Mattarella dovrebbe chiamare i corazzieri e buttarli fuori dal Quirinale. Si tratta di pura cacca, inesistente nel mondo: siamo i primi.

Per non parlare del presidente del Consiglio, che invece di dirigere, qui viene ridotto a mera attività di portavoce, un presidente di cartone. Voglio proprio vedere chi accetterà di fare una figura di merda così clamorosa e mi immagino le risate quando verrà mandato all’estero (consiglio luoghi un po’ fuori mano: Albania, Burkina Faso…)

In realtà, non esiste alcun programma di governo. Questi stanno solo cercando una maxi-rissa con Bruxelles, poi diranno “Non ci lasciano governare” e correranno verso le elezioni, che spero Mattarella non conceda loro: governi tecnici e del presidente fino al 2030. Con qualche intermezzo affidato alla troika.

Intanto, Di Maio avrà fatto magari un breve giro da presidente del Consiglio (un paio di settimane) e potrà tornare felice dai suoi amici a Avellino. Salvini si spera che sia stato liquidato da un Berlusconi “europeo”.

Lo ha già detto l’ancora ministro Calenda: non si può tollerare questa vergogna. Va organizzata in fretta una grande manifestazione di protesta. Il Pd, invece di riunirsi sabato a menare il proprio torrone ombelicale (Emiliano, Orlando, Cuperlo, meglio “Ballando con le stelle”), dovrebbe sospendere tutto e chiamare la gente alla  protesta. Qualche vecchio militante ci sarà ancora, no? Bandiere europee in bella vista (a migliaia) e via sulle strade.

Intanto la sinistra è alla frutta. Di Emiliano, che vuole mandare le mozzarelle a Los Angeles con voli sub-orbitali o di Cuperlo che è rimasto dov’era 40 anni fa, non importa niente a nessuno. Lasciamoli parlare, sperando che vengano ritirati dalle rispettive famiglie.

Adesso, è l’ora delle bandiere europee e di marciare davvero. Magari con una prima fila di tutti i leader europei non-populisti, Berlusconi compreso: Merkel, Macron e chi ci sta.

Renzi nella sua breve carriera politica ha fatto tanto bene e tanti errori.

Adesso si può riscattare da tutto: en marche, però.

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