Governo Grillo-Lega, cadrà per l’odio fra Salvini e Di Maio

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 2 giugno 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2018 10:35
Governo Grillo-Lega, cadrà per l'odio fra Salvini e Di Maio

Governo Grillo-Lega, cadrà per l’odio fra Salvini e Di Maio

Il nuovo governo grillino-leghista, con profondi innesti tecnico-ministeriali, ha giurato e è in carica. Ho scritto che si tratta di uno dei peggiori governi mai visti, una cosa tremenda.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Come è logico, sono stato anche criticato. Rispondo a tutti riportando un brevissimo testo di Francesco M. Renne:

“quindi, nell’ordine, oggi alle 16 ha giurato:

– un’alleanza di Governo, (di nuovo) nata in parlamento e non nelle urne (con buona pace degli slogan elettorali)

– un Presidente del Consiglio, (di nuovo) non eletto dal popolo (con buona pace degli slogan elettorali)

– uno che non ha mai lavorato [Luigi Di Maio], al Lavoro e allo Sviluppo (declassato da ministero autonomo)

– uno tacciato di razzismo (etnico) e a capo di un partito indagato per malversazione di fondi pubblici [Salvini], agli Interni

– una antivaccinista, alla Salute

– un no-Euro e anti-UE, ai rapporti con il Parlamento Europeo

– un Keynesiano e possibilista no-Euro, all’Economia

– un no-tav, alle Infrastrutture

– un diplomatico montiano (“governo da annus horribilis”, in campagna elettorale), agli Esteri

– un anti-abortista, alla Famiglia e alla Disabilità

– uno tacciato di razzismo (verso i meridionali), all’Agricoltura

– un generale, all’Ambiente

– uno che crede alle scie chimiche, con delega ai Servizi Segreti

– un ministero per metà incostituzionale (quello “per la democrazia diretta”)

– un avvocato, alla Giustizia (normale, non fosse che il codice contenuto nel “contratto di governo” escluderebbe i “conflitti di interesse” intesi estensivamente)

– per un programma annunciato, in deficit strutturale di bilancio e in aperta violazione degli articoli 81 e 117, primo comma della Costituzione

– con un timore di manovre economiche mirate all’uscita dall’Euro, non (affatto) fugato

(e, peraltro, manca ancora l’assegnazione di tutti gli incarichi di sottogoverno)..

..e poi mi chiedete anche perché sono preoccupato?..”

Questa, a oggi, è la miglior radiografia del governo che si è appena insediato.

Francesco Renne si chiede, giustamente, se non si possa fare qualcosa.

E qui comincia la parte difficile. Oggi questo governo sembra non avere una reale opposizione nel Parlamento. Berlusconi se ne sta in stand by, intento ad annusare l’aria e a vedere cosa può portargli di male o di bene.

Il Pd, in teoria fiero oppositore, in realtà non è così fiero e dritto. Anzi, si trova in una fase pre-agonica. Ogni tanto pubblica una protesta su FB, ma la faccenda finisce lì. Scherzando, posso dire che faccio quasi più io contro questo governo del Pd. E anche molti miei amici volonterosi.

Allora da dove può venire un’opposizione? Da più parti, per la verità:

1- L’oppositore più forte sembra essere la realtà. Il famoso programma (o contratto) è una summa di cose irrealistiche e irrealizzabili. Andranno a sbattere, non le faranno, nessuno sarà più felice. Qualcuno si seccherà.

2- Il secondo oppositore di un certo peso verrà da associazioni, gruppi di cittadini, comitati, contrari a vedere il denaro buttato dalla finestra, i diritti civili sotto la suola delle scarpe, gli immigrati inseguiti per le strade, cacciati dagli ospedali o semplicemente lasciati morire in mare.

3- Nel conto dei sorveglianti mettiamo anche istituzioni non marginali: il presidente della Repubblica, l’Ocse, il Fondo monetario Internazionale, la Commissione Ue, le agenzie di rating, i mercati, la stampa estera. Questo governo, cioè, non si muove in un deserto, dove l’unica cosa che conti sono i voti e i seggi parlamentari. Si muove dentro una rete di rapporti molto complessi che ne limitano l’attività e lo obbligano a stare su binari abbastanza prevedibili. Salvini continua a ripetere il mantra che loro faranno tutto quello che vogliono, ma solo perché è ignorante: farà quello, il poco, che gli sarà consentito fare.

4- Infine, l’ultimo limite è rappresentato dai contraenti il matrimonio, e cioè Salvini e Di Maio. Anche se oggi sorridevano, non si amano, si detestano. Entrambi hanno come desiderio primario quello di liquidare e prevalere sul socio occasionale. Questa doppia ambizione sarà la dinamite che farà esplodere il matrimonio. Non serviranno nemmeno molti mesi. Come tutti i matrimoni di interesse, questo si consumerà in fretta.

Possiamo stare tranquilli allora? Relativamente.

Semmai il problema è un altro. Non abbiamo una vera opposizione politica (FI e Pd sonnecchiano), ma non abbiamo nemmeno le idee. Al posto dell’Italia populista-sovranista di Salvini e Grillo, che cosa abbiamo in mente?