All’Economia uno fuori da M5S, come Presidente… ecco il governo 5 Stelle

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 21 marzo 2018 15:42 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 15:42
All'Economia uno fuori da M5S, come Presidente... ecco il governo 5 Stelle

All’Economia uno fuori da M5S, come Presidente… ecco il governo 5 Stelle

ROMA – Presidente e ministro dell’Economia esterni al Movimento. Controllo quotidiano da parte della Commissione di Bruxelles. Ecco il Governo a 5 Stelle, scrive Giuseppe Turani su Uomini & Business.

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Possiamo considerare già sepolte le ambizioni di Di Maio per la presidenza del consiglio: non sarà mai premier. E questo per una ragione molto semplice: nessuno è così folle da accettare la sua presenza a capo di un eventuale governo. Non lo vuole Mattarella, e meno che mai Berlusconi.

Ma cerchiamo di fare ordine. Un governo Di Maio-Salvini, con Salvini che esce dall’area del centro destra è impensabile perché sarebbe troppo debole e perché a Salvini non conviene lasciare il centro destra. Fino a quando sta in quella coalizione può dire di rappresentare il 37 per cento. Se dovesse andarsene da solo, potrebbe contare solo su un modesto 17 per cento. Inoltre rischierebbe di mettere in crisi le giunte regionali di Liguria, Lombardia e Veneto.

Da indiscrezioni che cominciano a filtrare dai palazzi romani del potere si profila un tipo di governo fatto in questo modo. Monocolore a 5 stelle. Con però due snodi fondamentali: presidenza non a Di Maio ma a personalità esterna al movimento 5 Stelle, anche se non ostile, rispettata in Italia e in Europa. Ministro dell’Economia identificato nello stesso modo: personalità tecnica, esterna ai 5 Stelle e di comprovata professionalità, naturalmente apprezzata dalle autorità europee con le quali dovrà dialogare. Detto in estrema sintesi, si punta a un monocolore dei 5 Stelle a trazione Mattarella.

Una volta accettato questo schema, diventano possibili tante cose. Il centro destra potrebbe astenersi, il Pd potrebbe uscire dall’aula nel momento del voto.

In sostanza i 5 Stelle potrebbero fare il loro governo ma senza Di Maio come presidente e di fatto consegnato nelle mani degli altri gruppi parlamentari, compresi Berlusconi e Pd, entrambi ostili ai 5 Stelle.

Se questo schema non dovesse essere accettato, non rimarrebbe altra soluzione che lasciare in carica Gentiloni con appuntamento per le nuove elezioni in occasione delle europee del 2019. In ogni caso l’attività di questo monocolore 5 Stelle sarebbe sottoposta a un controllo quotidiano da parte di Bruxelles.

In conclusione, sarebbe un monocolore a 5 Stelle a trazione Mattarella, come già detto, con supervisione definitiva della Commissione di Bruxelles. Con il fantastico e incredibile programma dei 5 Stelle si potranno fare falò estivi a piazza Navona.