Governo, Pd spaccato su Di Maio premier, Franceschini alla Cultura

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 3 maggio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 23:44
Pd spaccato su Di Maio premier e Franceschini al governo

Governo, Pd spaccato su Di Maio premier, Franceschini alla Cultura

ROMA – Il Pd si spacca su un ipotetico governo con M5s che vuole Luigi Di Maio premier. Un partito spaccato tra chi vorrebbe andare al governo e chi a nuove elezioni, come scrive Giuseppe Turani su Uomini e Business:

“I guai stanno arrivando e sono più grossi del previsto. Intanto, anche se nessuno pare preoccuparsene, c’è un rallentamento congiunturale che forse è più serio di quello che potrebbe sembrare: la stagione d’oro dell’economia è alle nostre spalle, non davanti. Ma si fa finta che non sia così perché tutto il resto sta franando.

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A destra, la rissa fra grillini e Salvini sta degenerando in accuse di soldi, fidejussioni e altro. Secondo Di Maio Salvini non molla Berlusconi perché gli deve troppi soldi. Questo è il livello al quale siamo arrivati. D’altra parte, si era persino trovato uno che ha spiegato come fra i motivi che tengono Salvini legato a Berlusconi ci sia anche il fatto che la fidanzata dello stesso Salvini, Elisa Isoardi, stia per avere un importante ruolo in una trasmissione Rai. Ancora un po’ di pazienza e arriveranno anche storie di letti e di corna. Con i grillini ci si può aspettare di tutto.

A sinistra, però, non va molto meglio. Al punto che ci si domanda se il Pd esista ancora e, in ogni caso, che cosa ci stia a fare.

Sarebbe ingeneroso, e sbagliato, dire che quelli del Pd che vogliono trattare con i 5 stelle lo fanno perché sperano in qualche poltrona da sottosegretario. Ma certo il loro atteggiamento è molto curioso.

Come si fa a non vedere che sono i grillini? Non hanno idee bizzarre e basta. Hanno idee catastrofiche, inventate da un comico che nel tempo perso si è messo a giocare con la politica. La scemenza del reddito di cittadinanza è una di quelle trovate (10 milioni di stipendi gratis) che solo un pazzo poteva concepire e che potrebbe affossare definitivamente l’Italia per i prossimi decenni. Uno dei paesi più scassati d’Europa, l’Italia, dovrebbe essere anche il primo a distribuire dieci milioni di stipendi a carico delle casse pubbliche, vuote e piene di debiti?

Inoltre, è noto e risaputo come i 5 stelle siano dipendenti, mani e piedi, da una S.r.l. privata, contro ogni regola costituzionale.

Quindi le motivazioni di chi nel Pd vuole trattare con i grillini rimangono oscure e misteriose. E non vale il ragionamento che un governo bisogna pur farlo: fra grillini e centrodestra hanno preso il 70 per cento dei voti. Perché diavolo deve servire un aiuto del Pd? I populisti hanno persino troppi deputati: trovino una maggioranza.

Ma il Pd, su questa cosa illogica e incomprensibile, rischia di spaccarsi e si offre comunque alla pubblica opinione come una comunità rissosa e divisa. Ma perché?

Qualcuno pensa davvero che destino dell’Italia dipenda da un governo Di Maio, con tale Bonafede ministro della Giustizia e Franceschini alla cultura? Siamo nel siparietto comico di una commedia comica.

L’Italia, oggi, avrebbe semmai bisogno di una forte politica per la crescita (che sta frenando) e non certo di queste stupidaggini e degli esperimenti svalvolati di Grillo.

Meraviglia che gente che sta in politica da trent’anni non se ne renda conto. Ma, visto che per decenni si sono fatti rieleggere, tanto stupidi non devono essere. E quindi ogni sospetto è lecito”.