Grecia, facendo finta di crederci…

Pubblicato il 24 Giugno 2015 14:42 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2015 14:42

Facendo finta di crederci…che le nuove tasse in Grecia saranno pagate. Sopra i 30 mila euro di reddito, ma 30 mila euro di reddito in Grecia non li denuncia quasi nessuno. Sopra i 500 mila euro di fatturato, ma gli armatori hanno l’esenzione fiscale in Costituzione per i profitti realizzati in porti stranieri, come sempre registreranno profitti solo in porti stranieri. Nelle isole dove l’Iva è sottile come un’acciuga. Risolveranno il problema ignorando e facendo sparire anche l’acciuga in un mare di nero.

Facendo finta di crederci…che un paese che ha letteralmente smesso di pagare (l’amministrazione pubblica non paga i privati, i privati non pagano le tasse, i privati non si pagano tra di loro, gli affittuari non pagano i proprietari di case…) improvvisamente per amor di Tsipras e per amor d’Europa ricomincia a pagare.

Facendo finta di crederci… che imponendo un altro po’ di tasse (teoriche) sull’economia greca questa possa meglio respirare, perfino guarire. Se davvero i greci pagheranno quelle tasse e solo questo accadrà in Grecia, allora l’economia di quel paese se possibile peggiorerà. Perché nessuna tassa vincerà mai la rincorsa e nemmeno pareggerà la gara con una spesa pubblica che paga legioni di pubblici dipendenti, li riassume se licenziati anche senza saper cosa fargli fare, li manda in pensione di fatto sotto i 60 anni. Se la Grecia è, come è, niente tasse o quasi re quasi tutti assistiti dalla mano pubblica non c’è prestito europeo, russo, planetario, mondiale che possa mantenerla così com’è.

Facendo finta di crederci…che i contribuenti spagnoli, portoghesi, irlandesi, polacchi, italiani e francesi e tedeschi e di tutta Europa se ne stiano zitti e buoni se ai greci si cancellano i loro debiti e ciò non avviene per il “loro” di debito.

Facendo finta di crederci…che i debiti pubblici possano essere cancellati gratis, socialmente e politicamente gratis, all’unico prezzo di un voto su una scheda elettorale.

Facendo finta di crederci…che Tsipras e Syriza siano niente meno che il socialismo. A meno che il socialismo non sia la pensione più anticipata che si può e il posto più pubblico e fisso che si può (in Italia non mancano quelli che pensano sia questo il socialismo).

Facendo finta di crederci che gli europei, governi e gente, che non vogliono, fieramente rifiutano di spartirsi i rifugiati (rifugiati, non i clandestini) siano però disposti a spartirsi e a condividere debiti e bilanci.

Facendo finta di crederci…che la Grecia è un caso eccezionale. Uno Tsipras è pronto anche qua e non si chiama Fassina o landini o Civati, si chiama Salvini.

Facendo finta di crederci…che la Bce affama i greci. Le banche greche ogni giorno erogano ai loro correntisti greci che ritirano i depositi “liquidi” che arrivano solo da Francoforte. E’ la Bce il bancomat dei greci. Bce che ha sussidiato, sussidia in questo momento l’economia greca per il 70% del suo Pil.

Facendo finta di crederci…che arriverà un accordo e che d’ora in poi, dall’accordo in poi il dramma greco diventerà cura, convalescenza, guarigione e fioritura. Nel migliore dei casi la Grecia resterà sulle spalle d’Europa per un paio di decenni. Nel migliore…

Facendo finta di crederci…che sia solo sindrome greca. In Italia ci sono oggi 184 miliardi (184 miliardi!) di prestiti delle banche che non tornano e non torneranno indietro. Solo appoggiandosi alle mura europee il sistema del credito, e quindi dell’impresa, non barcolla come un ubriaco. Ed è pieno, è folla di italiani, e di greci, che vogliono abbattere quelle mura.