Grecia paga o non paga? La giornata nera delle Borse

di Vincenzo Longo
Pubblicato il 25 Maggio 2015 19:34 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2015 19:34
Grecia paga o non paga? La giornata nera delle Borse

Grecia paga o non paga? La giornata nera delle Borse

ROMA – Vincenzo Longo ha scritto per Uomini & Business un articolo intitolato “La giornata nera delle Borse“. Longo attribuisce i risultati negativi dei listini europei alle mosse della Grecia, che ancora non si sa se pagherà o no i propri debiti al Fondo Monetario Internazionale. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo integrale:

Partenza di settimana in forte calo per i listini europei dopo le ultime news arrivate nel week end dalla Grecia. Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Interno ellenico, Atene non riuscirà a restituire gli 1,6 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale per mancanza di liquidità. A rincarare la dose sono state le parole di Varoufakis che ha fatto sapere che un’uscita della Grecia avrebbe ripercussioni sull’intera zona euro. Così quelli che erano dei dubbi sulla solvibilità del Paese fino a qualche giorno fa, ora sono diventate delle certezze. Le trattative andranno avanti ancora tutta questa settimana e, salvo un accordo in extremis, il Paese potrebbe andare in default tecnico già nelle prossime settimane. Gli scenari che potrebbero delinearsi a inizio giugno sarebbero:

A. un default, con apertura a una Grexit. Di fatto, una simile situazione si concretizzerebbe a seguito di una rottura dei colloqui sulle riforme tra creditori e Atene. Verrebbero meno, pertanto, le premesse per rimanere all’interno della zona euro;

B. un accordo dell’ultimo minuto sulle nuove riforme in cambio della tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro, che permetterebbero al Paese di prendere una vera e propria boccata d’ossigeno. Sarebbe questo un passaggio intermedio verso una nuova ristrutturazione del debito che potrebbe essere discussa solo dopo l’estate;

C. non ci sentiamo di escludere l’eventualità che il Fondo Monetario Internazionale conceda un temporaneo allungamento della scadenza di questi prestiti. In tal caso, il mercato potrebbe riconoscerebbe questo evento come un “default di fatto”.

L’impatto di un default della Grecia (scenario A) sui mercati potrebbe essere violento, ma comunque di breve periodo. Intanto, ai timori ellenici fanno eco a quelli che arrivano dall’altra sponda del Mediterraneo. Nella tornata delle amministrative di ieri in Spagna, il partito Podemos si è confermato terza forza nel Paese, dietro al partito del premier, Mariano Rajoy (People’s Party) e al partito Socialista (PSOE). Gli eventi in Grecia potrebbero condizionare l’eventuale esito delle elezioni politiche che si terranno a novembre in Spagna.

Nonostante i pesanti cali accusati dai listini della periferia, i volumi non sono stati importanti a causa della chiusura delle importanti piazze finanziarie di Francoforte, Londra e Wall Street. Pertanto non ci sentiamo di escludere che le vendite possano riprendere già domattina, quando molti operatori torneranno ai loro desk. Scarsi movimenti si sono registrati sia sul mercato forex che sul mercato governativo. Tra le valute, la moneta unica ha continuato a perdere terreno soprattutto verso il dollaro Usa. I volumi domani torneranno a normalizzarsi e l’attenzione degli operatori si sposterà su alcuni dati macro importanti che arriveranno dagli Stati Uniti, tra cui gli ordini di beni durevoli e la seconda lettura sul Pil, in agenda venerdì.