Grecia, Syriza si spacca: crescono anti Tsipras, che vogliono restare nell’Euro

di Filippo A. Diodovich
Pubblicato il 19 Maggio 2015 9:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 9:33
Grecia, Syriza si spacca: crescono anti Tsipras, che vogliono restare nell'Euro

Alexis Tsipras con Angela Merkel (foto Ansa)

ROMA – Filippo A. Diodovich ha scritto per Uomini & Business un articolo dal titolo “Borse/Tensioni dentro Syriza”. Diodovich spiega come all’interno del partito di Alexis Tsipras stia crescendo il fronte dei “Sì Euro”, cioè di coloro che vorrebbero trovare una soluzione con l’Europa e provare a mantenere la Grecia nell’Euro.

Questa settimana rimarrà ancora sotto ai riflettori la crisi greca visto che il tempo per l’amministrazione Tsipras per trovare un accordo è sempre più corto. Solamente il tesoriere governativo conosce esattamente la liquidità a disposizione del Governo per soddisfare i propri impegni. Crediamo che proprio nei prossimi giorni si cercherà di fare in fretta a trovare una soluzione. Nelle ultime ore sono girate voci su una nuova proposta del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker di abbassare i target di bilancio richiesti alla Grecia dai propri creditori. Il target 2015 per il surplus primario dal 3% allo 0,75%. Inoltre nella proposta si posticiperebbe l’aumento dell’IVA a dopo l’estate e la riforma delle pensioni avrebbe un rinvio di altri 6 mesi. Verrebbe invece implementata la tassa sulla proprietà ENFIA.

Riteniamo che tale soluzione sia un compromesso che rinvierebbe ancora le discussioni di altri 6 mesi. L’ennesima misura tampone per evitare il default del paese ellenico. Crediamo che la soluzione Juncker (ancora non confermata e stranamente pubblicata con largo anticipo) non sia ancora quella definitiva. I mercati azionari di Atene hanno comunque reagito positivamente all’uscita delle suddette indiscrezioni.

All’interno dello stesso partito Syriza stanno nascendo due correnti con intenzioni opposte in merito ai rapporti con il Brussels Group. Una corrente vorrebbe rompere coi creditori piuttosto che accettare nuove misure di austerità. Tale corrente ha già organizzato un meeting domani per trovare un’intesa su come procedere. L’altra corrente molto vicina a Tsipras avrebbe un atteggiamento più moderato e vorrebbe trovare una soluzione coi creditori, mantenendo la Grecia nella Zona Euro, evitando il default ma cercando di non deludere troppo il proprio elettorato.

Le pressioni su Tsipras sono sempre più elevate. Crediamo che il primo ministro presenterà una nuova lista di riforme al Consiglio Europeo di Riga a fine settimana. Una lista che deve assolutamente contenere una riforma del mondo del lavoro e del sistema pensionistico per essere accettata dai creditori (Germania in primis). Crediamo che sia sempre più probabile un accordo in extremis tra le parti a fine maggio, ma alziamo notevolmente le stime su un possibile fallimento delle negoziazioni. Le parti sono ancora troppo lontane e Tsipras deve disilludere molti elettori per salvare la Grecia dal default. Accordarsi con il Brussels Group a tali condizioni significherebbe l’inizio della fine politica di Syriza (come è già successo in passato con il Pasok e Nuova Democrazia).

Eurodollaro in ribasso sotto 1,14.

Il cambio eurodollaro in avvio di settimana perde terreno e scende al di sotto di 1,14 (minimo intraday a 1,1337). Il cross si mantiene comunque vicino ai massimi degli ultimi 3 mesi a 1,1465, il cui superamento rilancerebbe la spinta rialzista di fondo gettando le basi per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,1535. Attenzione che l’eventuale rottura del supporto a 1,13 porterebbe debolezza preludio a un possibile calo verso 1,1050.