Hiroshima Nagasaki: 70 anni fa 2 atomiche. Mai più! Oggi sono 15.850. Mai più?

Pubblicato il 6 agosto 2015 16:01 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2015 16:06
Hiroshima Nagasaki: 70 anni fa 2 atomiche. Mai più! Oggi sono 15.850. Mai più?

Hiroshima Nagasaki: 70 anni fa 2 atomiche. Mai più! Oggi sono 15.850. Mai più? (foto Ansa)

Settanta anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, due quasi artigianali bombe atomiche sganciate ed esplose su Hiroshima e Nagasaki (a quest’ultima città nel dramma nucleare da sempre il ruolo della vittima dimenticata). Due piccole eppuir apocalittiche bombe sganciate sul Giappone per far finire la guerra con il Giappone. Due atomiche che gli Usa usarono in guerra senza particolari crisi di coscienza. Solo nei decenni successivi, solo dopo la corsa ad armarsi di atomiche da parte di Usa e Urss, il mondo, la pubblica opinione mondiale cominciò ad elaborare il precetto, il dovere, la speranza, il mantra del “mai più”.

Mai più dopo Hiroshima e Nagasaki, dopo gli 80 e 60 mila morti in un lampo, dopo altrettanti anzi ancora di più anzi incalcolabili morti dopo, nelle ore, giorni, settimane, mesi e decenni successivi. Mai più ci si dice con solennità e impegno da quasi mezzo secolo. Mai più si celebra e si prega a Hiroshima ogni anno e anche e ancor di più quest’anno il 6 di agosto.

Mai più…E allora perché nel 1970 le bombe atomiche per così dire ufficiali erano sul pianeta 39.160? Da due a quasi quarantamila bombe, mai più? Nel 1980 le bombe sono sul pianeta 55.465. Nel 1990 le atomiche sono sulla Terra 59.880. Mai più? Nel 2000 sono ancora 31.745. Nel 2010 sono 22.635. Nel 2015 sono 15.850 e soprattutto hanno smesso di calar di numero.

Da due fino a quasi sessantamila bombe e ancora più di ventimila bombe dopo gli accordi di non proliferazione, le intese di disarmo bilanciato, la difficilissima sostenibilità economica di un arsenale nucleare. Oggi si stima che la Russia di Putin abbia circa 8.000 testate nucleari. Qualcosa in meno gli Usa: 7.300. La Cina è accreditata di circa 250 bombe. La Francia di 300, così come il Regno Unito. Cento bombe dell’India fronteggiano altrettante del Pakistan. Israele non ne dichiara una ma ne dovrebbe avere circa 80. La Corea del Nord non si sa ma una decina si teme le abbia.

India, Pakistan e Cina stanno accelerando nel dotarsi di arma nucleare, Russia e Usa hanno smesso di disarmare. E chi non ce l’ha la bomba lavora per poterla avere in fretta: Iran e Arabia Saudita su tutti. Non bastasse, si contano in un anno 1.461 “episodi di furti e atti illeciti con materiale radioattivo che potrebbe finire nelle mani di mafie, gang, terroristi…” (La Stampa, Maurizio Molinari).

Per decenni, per circa 30 anni, fu “equilibrio del terrore”, equilibrio strategico e reale. Nessuno avrebbe sganciato la prima bomba perché aveva la certezza che sarebbe stato polverizzato mentre polverizzava. Poteva esserci l’errore, umano o della macchina. Ma era equilibrio e comunque sembrava tale e comunque una generazione ne ha goduto. Goduto della pace pur in un mondo con sessantamila atomiche. Ora c’è più o meno pace ma c’è molto poco equilibrio, molto poco. Quindicimila e ottocento e cinquanta bombe atomiche ciascuno tale da far sembrare le due di Hiroshima e Nagasaki al confronto solo dinamite iper nutrita. Doveva, deve essere “Mai più!” dopo quelle due bombe. E e resta solo e soltanto un “Mai più?”