I mercati, là dove non volano i Borghi Aquilini

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 17 maggio 2018 6:41 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 10:02
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Claudio Borghi Aquilini

Si potrebbe evitare di perdere tempo con Claudio Borghi Aquilini (forse anche Mazzanti vien dal mare), ma la sua affermazione “i mercati non conoscono l’economia” supera ogni stupidità fino a oggi conosciuta. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] E, visto che è anche il responsabile economico della Lega, due parole vanno dette.

Si potrebbe cominciare con una domanda: i sassi non conoscono la legge di gravità, ma cadono lo stesso, perché? Forse perché sono pesanti. O perché è esattamente la legge di gravità che li attira verso il basso (si sposti Borghi… ne vedo uno consistente), legge che appunto non conoscono.

Fra i mercati e l’economia c’è, grosso modo la stessa relazione. I mercati “sono” l’economia. E quindi non devono  studiare l’economia: sono gli economisti (ma forse non Borghi) che studiano i mercati, non viceversa. Intere biblioteche sono dedicate a questo, migliaia di volumi. Mai consultati dai mercati, esattamente come i sassi non perdono tempo a studiare la legge di gravità: cadono naturalmente e inevitabilmente, senza alcun sforzo. Se per legge raddoppio tutti gli stipendi, la gente è più felice, ma forse lo Stato va in rovina e le aziende falliscono. E magari sale pure l’inflazione, senza che nessuno abbia mai aperto un libro di economia.

Quanto alla sua idea (la Bce dovrebbe  cancellare 250 miliardi del nostro debito pubblico, i famosi Bot), gli va spiegato (studiare, diavolo, studiare…) che quei Bot (250 miliardi) sono stati comprati dalla Banca d’Italia nel quadro del Qe della Bce e su disposizione della stessa Bce. Quindi l’invito andrebbe rivolto a via Nazionale. Se Bankitalia accogliesse l’eventuale invito di Borghi, si ritroverebbe però con un buco di 250 miliardi in bilancio. Buco da sanare alla svelta, data la sua grandezza. Ma Bankitalia è pubblica.

A chi toccherebbe quindi tirare fuori i 250 miliardi? Ma allo Stato, al Tesoro, ovvio. E come, se i soldi non li ha? Facile: emettendo altri 250 miliardi di Bot, identici a quelli appena fatti bruciare dal solerte Borghi. Insomma, quello che Borghi ci propone è una specie di gioco dell’oca in cui si torna sempre alla casella di partenza, che lui lo voglia o no. Diverso sarebbe se Borghi riuscisse a convincere un magnare americano (Buffet, ad esempio) a comprare questi famosi Bot e poi a bruciarli durante una grande festa in onore dell’Italia, con proiezioni dei film di Fellini e Visconti, e bandiere tricolori che garriscono al vento. Ma Buffet se ne guarda bene. E quindi il rogo va acceso in via Nazionale, con l’emissione immediata di altrettanti Bot.

Queste sono le basi economiche del nuovo governo Lega-5 stelle: il gioco dell’oca.

(Giuseppe Turani per Uomini & Business).