Il mondo è nelle mani delle donne

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 20 Novembre 2015 6:45 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 21:38
Il mondo è nelle mani delle donne

Il mondo è nelle mani delle donne

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Il mondo è nelle mani delle donne” anche per il sito Uomini & Business.

Proprio nel momento in cui nel mondo sono riapparse tensioni non immaginabili fino a pochi giorni prima e in cui l’economia cerca di uscire dalla sua lunga crisi, il potere sta per conoscere una mutazione molto importante e anch’essa inattesa: arrivano le donne. Anzi, in gran parte sono già arrivate, ma dal 2016 in avanti potrebbero avere in mano i destini del mondo.

Già oggi il banchiere più importante del pianeta, il capo della Federal Reserve americana, è una signora, Janet Yellen. Sulla sua nomina non ci sono stati dubbi: è stata indicata al primo colpo. Non è stata insomma una seconda scelta, ma una prima.

In Germania, un’altra signora, Angela Merkel, ha già fatto tre mandati da cancelliere e probabilmente ne farà un quarto. Durante le giornate più calde dell’arrivo dei migranti, ha sbloccato la situazione accogliendo nel suo paese migliaia di profughi. Povera gente che percorreva tutta la rotta balcanica spesso con la fotografia della signora Merkel sul petto. Poi le cose si sono un po’ complicate a causa dell’enorme afflusso di immigrati, ma la Merkel ha avuto il pregio di rompere il ghiaccio e di avviare una politica dell’accoglienza adeguata ai tempi e non razzista.

E poi c’è il grande punto interrogativo delle elezioni presidenziali americane. Al momento la candidata che sembra avere le maggiori possibilità di riuscita sembra essere la democratica Hillary Clinton, ex segretario del dipartimento di Stato e moglie dell’ex presidente Bill Clinton.

Se dovesse essere eletta lei, avremmo nello stesso periodo di tempo le tre posizioni più importanti del mondo nelle mani di tre signore. E, va detto e gridato forte, senza nessuna quota rosa, ma solo e esclusivamente per meriti e capacità politica.

E’ il segno che qualcosa sta cambiando? Sì, e anche molto in fretta. Accanto ai nomi appena fatti, si possono citare molti altri casi in cui si vedono donne in prima linea.

Uno dei più clamorosi è quello di Mary Barra, presidente dal 2014 della General Motors, cioè di una delle più grandi aziende del mondo. E non ci sono trucchi: non è parente, non è figlia di, è solo una signora che si è fatta strada lavorando e mostrando di avere qualità speciali. Puro merito. E’ appena poi il caso di ricordare che una delle concorrenti per la Casa Bianca, ma sul lato dei repubblicani, è Carly Fiorina, per sei anni amministratore delegato della Hewlett-Packard, anche qui per meriti. Non per quote rosa o parentele.

Negli Stati Uniti, cioè, sta accadendo che le signore combattono per il primo posto: la Casa Bianca.

Accanto a questi nomi eccellenti, che però sono una spia interessante dei cambiamenti in corso nel mondo, mi piace citare anche le anonime ragazze del battaglione tutto femminile dei Peshmerga (un centinaio) che armi in pugno combattono contro l’Isis.

Credo che sia un caso unico nel mondo. C’è un solo precedente nella storia: quello del battaglione “Fabrizia degli Esposti” durante la resistenza italiana. Fabrizia era stata uccisa in modo  veramente barbaro dai nazisti, e le sue amiche hanno voluto costituire un’unità combattente, dandole il suo nome. Finita la guerra, il battaglione si è sciolto e tutte sono tornate a fare il mestiere di prima.

Questi che ho appena elencato sono tutti segnali che il mondo sta cambiando  davvero. Non più solo e soltanto angeli del  focolare, ma protagoniste importanti di un mutamento che non può più  fare a meno delle donne.

In questo gioca certamente il diverso atteggiamento culturale, ma gioca soprattutto un’evoluzione dell’economia e della società, che ormai ha bisogno delle donne per andare avanti. Anzi forse sono la chiave dei futuri successi.