Il mostro a 5 Stelle

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 7 gennaio 2018 16:31 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2018 16:31
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Lilli Gruber e Davide Casaleggio

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo dal titolo “il mostro a 5 Stelle” anche sul blog Uomini & Business. Blitz Quotidiano lo ripropone ai suoi lettoro:

“Il 4 marzo si vota e le incertezze sono tante. Su queste elezioni pesa peraltro una sorta di ombra scura, un vero e proprio macigno: la presenza del Movimento 5 stelle. Difficile dire che cosa accadrà il 4 marzo. Alcuni sondaggi assegnano al Movimento il 30 o addirittura il 35 per cento voti, altri appena il 10. E già questo farà una grande differenza.

Ma c’è di più. Per la prima volta partecipa alle elezioni un Movimento illegale e anticostituzionale, costruito in un modo del tutto anomalo, contro ogni prassi e ogni buon senso.

Di fatto, quello che il 5 marzo potrebbe rivelarsi  come il maggior  partito italiano (e che già da oggi, su questa presunzione rivendica palazzo Chigi, cioè la guida del prossimo governo) è ”consegnato” a un’associazione privata,  di cui su sa poco o niente, ma che di fatto ne avrà il controllo. Si tratta di qualcosa di mai visto e di inconcepibile. Ma così è.

L’associazione in questione è la Rousseau, di cui sembra che l’unico azionista sia Davide Casaleggio. Nel consiglio di amministrazione figurano in tre, ma gli altri due non sanno niente e dicono di aver approvato i bilanci solo via Skype, cioè per telefono. La Rousseau fa parte della galassia Casaleggio e gestisce la piattaforma informatica (pessima, già sanzionata dal garante della privacy, fatta con quattro soldi).

Il Movimento, che non ha una sede, “vive” di fatto su questa piattaforma: lì ci sono i nomi degli iscritti, li si vota, lì ci sono le informazioni, tutto sta su quella piattaforma.

I militanti sono pregati di mandare donazioni (e lo fanno) per sostenerla. I candidati del 4 marzo si impegnano, se eletti, a usare solo la piattaforma Rousseau per le loro comunicazioni e a versare 300 euro al mese per temerla in piedi. Con tanti eietti come oggi, e per una legislatura, la Rousseau porterebbe a casa tre milioni di euro (più le donazioni).

Ma non solo. Ci sarà anche una multa di 100 mila euro per quegli eletti che dovessero “disubbidire” agli ordini provenienti dalla Rousseau. E’ una cretinata senza senso (nessun tribunale riterrà mai valida una cosa del genere), ma che dà un’idea dell’area in cui ci si muove. Di fatto la Rousseau controlla tutto: le elezioni, gli iscritti, e vorrebbe controllare anche il dopo-elezioni.

E si tratta di un’associazione privata, con dirigenti mai eletti da nessuno e un solo proprietario.

In sostanza. Un privato, con capriole legali e contratti fasulli, si propone di controllare e dirigere quella che il 5 marzo potrebbe essere la più grande forza politica del paese.

Sembra di stare davvero in una repubblica centro-africana”.

E nessuno dice niente.