Pasqua. Gesù nel Volto Sacro di Manoppello: Veronica, Sindone misteri millenari

di Maria Benedetta Errigo
Pubblicato il 12 Maggio 2014 9:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2020 9:09
Gesù nel Volto Sacro di Manoppello: Veronica, Sindone, mistero millenario

Il volto di Gesù Cristo nel ritratto di Manoppello

Un volto di Gesù, un volto che combacia con quello della Sacra Sindone e mette in difficoltà la scienza che non riesce a spiegare come possa esistere. Siamo a Manoppello, un piccolo comune italiano in provincia di Pescara in Abruzzo.

Qui dal 1506 viene custodito questo velo che, si dice, sia proprio quello che ha asciugato il sangue e il sudore dal viso di Gesù mentre stava salendo al calvario e che, da allora, siano rimaste impresse le sue fattezze proprio in quel piccolo sudario improvvisato.

Si tenga presente che del volto di Gesù Cristo esistono varie reliquie, la più nota essendo quella conservata nella Basilica di San Pietro.

 

Nel ritratto di Gesù conservato a Manoppello, si può vedere chiaramente un viso maschile, con capelli lunghi e barba, similare a tutte quelle immagini di Cristo che siamo abituati a vedere. L’immagine, visibile da entrambe le parti, sarebbe acherotipa, cioè non disegnata o dipinta da mano umana.

Ma è possibile che questo velo sia davvero quello della Veronica, la donna che secondo la tradizione cattolica asciugò il volto di Cristo? (C’è anche un’altra spiegazione al nome Veronica, un misto di latino e greco: Vera Eikon, la vera immagine).

Secondo il gesuita padre Heinrich Pfeiffer sì, come ha raccontato a Piergiorgio Greco del Il Sussidiario.net:

“ La Sindone e il Volto Santo di Manoppello sono una sfida alla ragione umana. I due volti sono assolutamente identici, combaciano perfettamente, la sovrapposizione è 1 a 1. Dirò di più, i due reperti si leggono insieme: dalla loro sovrapposizione sono stati riconosciuti particolari importanti del volto di Gesù, come la barba, i capelli, le ferite e via dicendo. L’uno, in altri termini, ha bisogno dell’altro per essere letto”.

Questa ipotesi è stata portata avanti anche da suor Blandina Pschalis Schloemer, che ha effettuato indagini approfondite sul telo, dimostrando che il volto della Sindone è sovrapponibile a quello di Manoppello, l’unica differenza sta che in quest’ultima gli occhi e la bocca di Gesù sono aperti, al contrario di quella di Torino. Secondo padre Heinrich Pfeiffer,

“ in realtà non possiamo proprio affermare con sicurezza che il volto di Torino abbia gli occhi chiusi perché dipende dalle aspettative che noi abbiamo guardando quel volto: se pensiamo che sia di un morto li vediamo chiusi, se pensiamo che sia in un vivente li possiamo anche vedere aperti. È solo una nostra interpretazione”.

Comunque anche la Veronica di Manoppello, come la Sindone, non risultano dipinti, ma realizzati con una tecnica ancora non decifrata che li porta ad essere uno dei misteri della fede più profondi della storia del cattolicesimo. Il volto sacro di Manoppello, la Sindone di Torino, insieme al Sudario di Oviedo in Spagna e la cuffia a Cahors in Francia, rimangono le reliquie più potenti, quelle che hanno avvolto il corpo di Cristo dopo la morte.

Proprio su questi veli è stata fatta un’ulteriore scoperta, come rivela padre Pfeiffer:

“ Su tutti i teli e non escludo anche a Manoppello come potrebbero dimostrare studi ulteriori, è stato rintracciato sangue del gruppo AB positivo, dunque con grande probabilità della stessa persona”.

Un mistero che continua ad affascinare e ad avvicinare moltissimi credenti.