Benvenuto immigrato se ci rispetti, se no ti cacciamo… Uno shock di troppo

Pubblicato il 30 giugno 2015 13:55 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2015 13:57
Benvenuto immigrato se ci rispetti, se no ti cacciamo... Uno shock di troppo

Benvenuto immigrato se ci rispetti, se no ti cacciamo… Uno shock di troppo

Un autorevole quotidiano si è lasciato sfuggire uno shock di troppo, eccome dove e come. In quel di Torino sono apparsi cartelloni in italiano e arabo. Li ha fatti installare un potenziale candidato sindaco nel 2016, un potenziale competitore di Fassino per la carica. Ma questo non importa, non conta, non è la notizia. Neanche per l’autorevole quotidiano. La notizia è il testo del messaggio stampato sul cartellone. Ed eccolo il testo: “Benvenuto se intendi rispettare la nostra legge, la nostra cultura, la nostra storia. Se sei venuto per delinquere o per imporre la legge della sharia faremo l’impossibile per cacciarti”.

L’autorevole quotidiano titola “Manifesti shock”. Dove l’autorevole quotidiano vede e prova niente meno che shock? Saltata a piè pari l’ipotesi irriverente per cui shock sia per il titolista solo un rumore e per di più corto e che quindi usare il termine shock sia solo un riflesso, un automatismo, una inconsapevolezza…Scartato il non intendere e non volere quel che si titola, lo shock sta forse nel “Benvenuti”? No, evidentemente no. L’autorevole quotidiano tutto è tranne che l’organo dei veri umori del mondo dei Salvini, quelli che “benvenuto” al negro ma va a dar via…

Lo shock allora sta nel “se intendi rispettare la nostra legge, cultura e storia”? Dovrebbe essere ovvio, scontato, saggio e giusto il legame tra il benvenuto e la condizione del rispetto di leggi, cultura e storia del paese che ti accoglie. Ma forse nel profondo sentire dell’autorevole quotidiano si è incistata l’idea balzana che l’immigrato sia per così dire esentato dal rispetto di leggi, cultura e storia del paese dove cerca una nuova vita. Di modo che se uno glielo ricorda, questo ricordarlo è offesa, offesa appunto scioccante. E’ così, è qui lo shock dell’autorevole quotidiano? Fuochino, non proprio, anche se…

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Lo shock è allora scrivere, ipotizzare che immigrati possano delinquere, voler scientemente delinquere, organizzare il delinquere? Fuocherello, ci siamo avvicinati ancora: l’autorevole quotidiano è custode di quel politicamente corretto e superbamente sciocco dogma per cui non si può dire quel che è: che gli immigrati delinquono proporzionalmente di più, almeno in certi reati. Non lo dici e quindi non succede più, fai finta non sia e quello sparisce: è la sociologia spiccia e infantile dell’autorevole quotidiano.

Lo shock, il cuore dello shock è l’ipotesi che qualche emigrato voglia applicare qui da noi la sharia, la legge islamica in cui legge della religione e legge civile coincidono? Fuochetto, quasi fuoco. Multicuralismo a fumetti insegna che ogni cultura va rispettata e che tutte pari sono. Anche quella che infibula e nasconde le donne? Anche la sessuofobia fatta diritto civile? Sì, anche quella. L’autorevole quotidiano non trova in fondo nulla da eccepire se in Europa qua e là si applica la sharia. I diritti dell’uomo, quelli della civilisation europea, quelli universali possono cedere il passo a usi e costumi altrui. Lo shock è dunque che qualcuno rammenti, anche all’immigrato, che la donna è uguale all’uomo e che non è impura per nascita? Sì, purtroppo un po’ dello shock è qui.

Ma il cuore, il vero motore dello shock dell’autorevole quotidiano deve essere in quel finale che suona altrimenti ti cacciamo. Fuoco! Qui l’autorevole quotidiano si sorprende, sgomenta, indigna. Come “cacciare”. Cacciare è parola e azione razzista e infame.

E così il cerchio si chiude e il fuoco dello shock è tutto acceso e inquadrato. Un pensiero in fondo ovvio e banale (il molto difficile sta nel tradurlo in fatti) all’autorevole quotidiano arreca niente meno che shock. Ogni legislazione democratica e accogliente, consapevole e coscienziosa, compassionevole e giusta prevede per l’immigrato che se rispetta leggi, cultura e storia trova permesso di soggiorno, cittadinanza, diritto di voto, welfare. E che se invece organizza e pratica il crimine e peggio ancora pretende di praticare qui usi e costumi contro i diritti umani allora viene espulso, respinto, cacciato.

Ma l’ovvio, il banale, il democratico, l’accogliente, il compassionevole, il saggio, il giusto destano shock nell’autorevole quotidiano e l’autorevole quotidiano compendia e riassume in quel suo piccolo titolo, con quel suo shock di troppo tutta l’incapacità della sinistra di pensare reale e giusto sul tema dell’immigrazione. La sinistra si turba all’idea dei rimpatri, si turba se ti proponi di cacciare il delinquente, si turba se vuoi vietare la sharia alle “loro” donne, si turba se dici benvenuto a condizione che rispetti la legge, la cultura, la storia.

Benvenuto se rispetti la legge, la cultura e la storia è quel che la sinistra dovrebbe dire a fronte e contro quelli che dicono non fateli venire e fateli sparire. Ma non ce la fa a dirlo perché…chi lo sa perché, forse perché il fato acceca chi vuol che si perda…Quindi la sinistra si “shocka” mentre a destra fanno prove teatrali e mettono in scena (solo in scena per ora) pogrom di pelli straniere e inferiori. Lo shock è questo, altro che il cartellone di Torino.