Italia in crisi, economia sotto il 2008, i politici parlano di quaderni e mutandine

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 15 febbraio 2018 11:50 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 11:50
Italia in crisi, economia sotto il 2008, i politici parlano di quaderni e mutandine

Italia in crisi, economia sotto il 2008, i politici parlano di quaderni e mutandine

Avete presente il pizzicagnolo? chiede Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. È quel simpatico signore con la matita infilata sopra l’orecchio, che vi serve stupendi salami, lombatine e altre delizie. Ecco, la politica italiana sembra fatta ormai da tanti pizzicagnoli.

Il candidato premier dei 5 stelle, Luigi Giggino Di Maio, passa le sue giornate nel tentativo di capire chi si è fregato i soldi che dovevano essere versati al Fondo del micro credito. Il lavoro è lungo e complesso perché ci sono problemi di privacy: nemmeno Di Maio può ancora entrare nei conti bancari dei suoi deputati.

In uno dei tanti, devastanti talk show che imperversano la questione cruciale è diventata quella dei rimborsi che un consigliere regionale Pd si sarebbe tenuto in tasca: una questione da sette mila euro. Una bomba. E così via. Le auto blu e tutto il corredo del qualunquismo nazionale.

Ha ragione chi dice che la politica si arrotola su queste cretinate perché non ha nessuna voglia di affrontare le grandi questioni. Dovrebbero salvare il paese, invece fanno i pizzicagnoli: “La mia lombata è più buona della tua”. Io ho restituito parte del mio stipendio, perché non lo fai anche tu? L’Italia è l’unico paese al mondo in cui una banda di balordi eletti al Parlamento ha deciso che parte dello stipendio andava restituita al popolo: il totale è così irrisorio che non serve a niente, ma serve a far immaginare una politica per bene e umile. Peccato che poi gli stessi soldi questi nuovi francescani (finti) se li riprendano con i rimborsi.

Ovvio commentare che i migliori politici non sono quelli che fanno il gesto plateale di restituire qualche migliaio di euro del proprio stipendio, ma quelli che fanno davvero ciò per cui sono stati pagati: e cioè salvare il paese.

E che il paese debba essere salvato non esistono dubbi.

I politici, anche i migliori, non ne parlano, ma oggi l’Italia è uno dei pochissimi paesi europei a non aver ancora raggiunto il livello di Pil (di produzione annua di ricchezza) che avevamo nel 2008, prima dell’inizio della Grande Crisi.

Gli altri, prendere nota, sono: Grecia, Cipro, Portogallo e Finlandia.

Ma i politici evitano con cura di parlare di questo. Meglio discutere di scontrini, di indagati (ma non si è innocenti fino a sentenza definitiva?), di quaderni forse comprati con soldi pubblici e mai usati. Quaderni, non jet privati.