Italia: fra l’incudine della spesa e il martello dei soldi che non ci sono

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 9 maggio 2018 6:39 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 22:00
Giuseppe Turani

Italia: fra l’incudine della spesa e il martello dei soldi che non ci sono. A scriverlo è Giuseppe Turani

Italia piena di debiti, ma Lega e 5 stelle sognano grandi spese, recrimina Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche da Uomini & Business. E aggiunge: A debito, se qualcuno ci presta il denaro. Due cose sono praticamente certe [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] in questo momento: la congiuntura europea (e quindi anche quella italiana) sta rallentando e bisognerà trovare molti soldi per disinnescare le clausole di salvaguardia, cioè l’aumento automatico dell’Iva per tenere insieme i conti italiani.

La frenata della nostra crescita sarà veloce, quasi immediata. Se quest’anno si riuscirà, forse, a fare ancora un aumento del Pil dell’1,5 per cento, come l’anno scorso, già nel 2019 saremo solo all’1,4 per cento e nel 2021 (fra tre anni) addirittura all’1,2 per cento.

Il secondo pezzo della storia riguarda i soldi per evitare che scattino le clausole di salvaguardia. Si tratta, grosso modo, di oltre 15 miliardi quest’anno per salire poi fino a 20.

In sostanza, di fronte a una congiuntura calante dobbiamo trovare cifre crescenti per disinnescare l’aumento automatico dell’Iva, che avrebbe effetti depressivi importanti e che finirebbe per abbattere ancora di più una crescita già difficile.

E’ un po’ come se l’Italia avesse un’imposta extra sui suoi conti. Molti esperti suggeriscono di aggirare l’ostacolo trovando un modo alternativo per far fronte a questo impegno: il più sensato, però, è un taglio corrispondente delle spese. E si sa che questo è un argomento sempre difficile da affrontare in Italia.

E c’è un terzo pezzo della storia. Nessuno sa che governo si andrà a fare. L’unica cosa che si sa è che le due forze che hanno avuto, complessivamente, il 70 per cento dei voti hanno programmi di spesa più che di risparmi: flat tax (che il Fondo monetario giudica non compatibile con la realtà italiana) o reddito di cittadinanza.

Si sta determinando quindi un nuovo elemento di conflitto fra la realtà e la politica.

La realtà richiederebbe una gestione della cosa pubblica molto  oculata e con pochissime spese extra (anzi: risparmi, e grossi). La politica, invece, è orientata verso maggiori spese, e anche molto consistenti.

Per ora, non abbiamo un governo e quindi la questione può sembrare irrilevante. Ma, quando ne avremo uno, il conflitto, oggi solo potenziale, verrà a galla e gestirlo non sarà affatto facile.

Anche perché c’è solo una strada: un maggiore indebitamento. Ma questo, oltre a irritare, e molto, Bruxelles, potrebbe anche mettere in allarme i mercati, che sono quelli che i soldi ce li devono prestare.

Di fatto, l’Italia è oggi fra l’incudine e il martello: l’incudine della spesa e il martello dei soldi che non ci sono.

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