Italia sul baratro: uscirà da Euro e Europa? O il Popolo pagherà le multe?

di Fabio Colasanti
Pubblicato il 27 ottobre 2018 6:34 | Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2018 18:39
Italia sul baratro: uscirà da Euro e Europa? O il Popolo pagherà le multe? Nella foto: Luigi DI Maio e Giuseppe Conte,

Italia sul baratro: uscirà da Euro e Europa? O il Popolo pagherà le multe? Nella foto: Luigi DI Maio e Giuseppe Conte, una stretta di mano prima del volo nel vuoto

Una domanda a chi sostiene la posizione del governo attuale. La pone Fabio Colasanti in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.  Fare i duri che non si piegano alla volontà dell’odiato straniero permette di raccogliere voti (almeno tra l’elettorato più impressionabile).  Ma se l’Unione europea dovesse mantenere anch’essa la sua posizione, che si farà ?

Da oltre sessanta anni, l’Italia ha firmato una serie di trattati che prevedono una condivisione, una cessione di sovranità. Il diritto dell’Unione europea prevale su quello nazionale (la cosa è ancorata nella nostra Costituzione all’articolo 117). Le sentenze della Corte di Giustizia europea prevalgono sulla legislazione nazionale e vengono applicate. La Polonia ne ha fatto l’esperienza di recente. Il governo attuale voleva modificare la composizione della corte suprema polacca per ottenere dei giudizi più favorevoli alle sue posizioni. Per raggiungere questo scopo aveva adottato una legge che ha mandato in pensione dieci dei giudici attuali. C’è stato un ricorso di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea e questa ha annullato la legge polacca. I giudici appena mandati in pensione sono ritornati al lavoro lunedì scorso.

Che possibilità ci sono che l’Unione cambi posizione sul nostro bilancio? Nessuna. L’impegno ad un disavanzo nel 2019 pari allo 0.8 per cento del PIL era stato preso da questo governo a luglio (tre mesi fa). I paesi amici del governo giallo-verde sono stati tra quelli che hanno preso le posizioni più dure contro la nostra legge di bilancio per il 2019 (vedere le dichiarazioni del primo ministro austriaco). La Spagna, il Portogallo e la Grecia non hanno detto una sola parola di comprensione per la posizione italiana (il Portogallo sta presentando una sua legge di bilancio 2019 con un disavanzo molto contenuto).

Se la Commissione europea dovesse aprire una procedura di infrazione (cosa che sarà praticamente obbligata a fare vista l’intenzione del governo italiano di non cambiare una virgola), la cosa potrebbe arrivare alla Corte di Giustizia.   Questa nel 2005 condannò le violazioni dell’allora Patto di stabilità da parte della Francia e della Germania (decise sotto la presidenza del consiglio dei ministri delle finanze di Giulio Tremonti).  Come è pensabile che prenda oggi una posizione diversa ?

E alla fine che si fa? Ci si inclina e si pagano le multe? O si lancia una procedura per uscire dall’Unione europea e dall’euro, processo quest’ultimo che non potrebbe che essere catastrofico ?

È facile e bello fare i duri. E poi ? Ma forse si vuole solo tener duro fino alle elezioni europee.