Laura Boldrini, che delusione! Retorica, apparenze e quel privilegio di essere donna

di Cesare Lanza
Pubblicato il 7 Maggio 2015 6:05 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 21:10
Laura Boldrini, che delusione! Retorica, apparenze e quel privilegio di essere donna

Laura Boldrini, che delusione! Retorica, apparenze e quel privilegio di essere donna (foto Lapresse)

ROMA – Cesare Lanza ha pubblicato questo articolo anche sul suo blog.

Fui tra i primi, e più appassionati, ad accogliere con entusiasmo la designazione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera. Ma quasi subito sono rimasto deluso dai suoi comportamenti, dalla rude intransigenza su situazioni secondarie (come l’ultimo episodio, l’incidente con Ignazio La Russa), alle contraddizioni, dall’esagerata considerazione di sé alla retorica usata in quantità industriale, dalla indulgenza alle apparenze alla scarsa attenzione verso le scelte concrete e i problemi reali.

L’ultimo episodio è di martedì 5 maggio 2015. Ignazio La Russa stava concludendo un suo intervento alla Camera ed è stato bruscamente zittito dalla presidente Boldrini, al limite dei cinque minuti consentiti. I n precedenza, tutti o quasi si erano allargati fino a sei minuti e più, La Russa ha chiesto anche lui un minuto di tolleranza. Niente da fare, La Russa si è ribellato ed è stato invitato con fermezza a lasciare l’aula.

La Russa ha poi dato in tivu la sua interpretazione: la Boldrini lo avrebbe tacitato perché aveva capito che cosa stava per dire, e cioè che il sindaco di Milano era stato fischiato da trentamila suoi cittadini.

Non è stata, Boldrini, presidente di tutti, a mio opinabile parere, non è stata una garanzia per tutti. Che peccato: un’occasione perduta per la Camera, per la politica italiana, e per lei stessa. Se avesse mostrato imparzialità ed equidistanza verso tutti, serenità ed equità nella indispensabile fermezza, una diversa altezza di pensiero, sono convinto che avrebbe potuto essere candidabile al Quirinale. Anche per l’incontenibile precedenza che viene data, o quanto meno costantemente proposta e suggerita, al privilegio di essere donna.