Lega e l’economia. Turani: “Giorgetti e le sue affermazioni insensate”

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 3 Settembre 2018 6:39 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2018 18:50
giorgetti lega

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Giancarlo Giorgetti passa per essere il moderato della Lega, e anche il più realista, concreto, pragmatico. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ma ultimamente ha cominciato a sballare anche lui. Due le affermazioni insensate.

1- L’Italia non teme crisi finanziarie internazionali perché ha montagne di risparmio privato. Cioè se c’è un attacco dei mercati, Giorgetti pensa di usare i miei risparmi per contrastarlo? E se io invece decido che è una battaglia persa e voglio comprarmi bund tedeschi? Che fa? Mi mena? Me li porta via d’imperio? Ma nemmeno durante il fascismo.

L’idea, però, fa il paio con quella di Savona, che vorrebbe utilizzare l’avanzo commerciale italiano (circa 50 miliardi) per varare un mega piano di investimenti pubblici. Peccato che quei 50 miliardi non siano di Savona o del governo, ma delle aziende esportatrici italiane (Armani, Fiat, Luxottica, ecc.). Espropriate anche loro? Puro manicomio.

2- Dobbiamo crescere almeno del 3 per cento all’anno, dice Giorgetti. Bene, non accadrà perché non può accadere. E non è nemmeno colpa di Giorgetti: si tratta di come è fatta l’Italia. Per essere brevi: la crescita è data da innovazione (produttività) e dalla popolazione. Ora in Italia la popolazione è in decrescita, e la Lega non vuole gli immigrati (al contrario della Germania che proprio su questi punta), e sequestra le navi. La produttività è ferma da vent’anni, per ragioni burocratiche e ambientali. E peggiorerà con il decreto disoccupazione di Di Maio (gli industriali sono pronti a scendere in piazza contro questa follia). Da dove dovrebbe venire allora la crescita del 3 per cento? Da una maxi spesa pubblica e debito. Cioè drogando l’economia.

Bene, Giorgetti vada a vedere il Giappone, dove da vent’anni drogano anche i binari della metropolitana: mai visto nemmeno il 2 per cento.

In conclusione: se si vuole una crescita del 3 per cento, bisogna cambiare l’Italia, non riempirla di soldi presi a prestito, di debiti. Non umiliare gli imprenditori, ma renderli felici e plaudenti, desiderosi di investire e di migliorarsi. La crescita la fanno loro, mica Salvini, lui fa solo comizi, e non da esportazione.

(articolo a firma Giuseppe Turani su Uomini & Business).