C’era una volta internet gratuita, ora uno dopo l’altro i giornali fanno pagare

Licinio Germini
Pubblicato il 30 Marzo 2013 13:45 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2013 13:59

LONDRA, GRAN BRETAGNA – C’era una volta, non molto tempo fa, intorno al l992, una novità che dapprima guardata con sospetto perchè non facilissima da manovrare, nel giro di alcuni mesi cominciò a dilagare tra piccoli e grandi. Internet. Una finestra aperta sul mondo da osservare dal pc di casa a colpi di click.

Naturalmente ad imparare come gestire le tecnologie della nuova meraviglia furono i più giovani, o giovanissimi, come oggi gli stessi sanno come funziona un Apple Tablet ancor prima che il padre lo tiri fuori dalla scatola. Con internet bastava avere un modem, più o meno veloce, e il gico era fatto. E nessuno dei providers o dei siti, non sognavano neanche remotamente di far pagare gli utenti. Era tutto, assolutamente gratis.

Le scorrazzate su internet senza pagare nulla sono durate anni, e al massimo bisognava dare un’occhiata alla pubblicità, che naturalmente non si era fatta sfuggire l’occasione. Poi con la crisi economica i siti, specialmente quelli giornalistici, che per le news erano passati davanti ai telegiornali, hanno cominciato a sentire il morso della recessione. Ovvero, in tempi di crisi chi comprava il giornale caratceo non lo comprava più, o disdiceva l’abbonamento.

Dopo una serie di chiusure di giornali, anche gloriosi, da un capo all’altro degli Stati Uniti e licenziamenti a raffica, i quotidiani hanno capito che per sopravvivere non bastavano i soldi di edicole o abbonamenti. Ci voleva qualcosa d’altro: soldi da far pagare la visione dei loro siti da parte di chi passava dall’uno all’altro senza alcun problema. E così è stato.

Negli Stati Uniti hanno cominciato il Wall Stret Journal, seguito a ruota dal New York Times ed altri minori. Ora, siccome neanche la Gran Bretagna se la passa un granchè bene, i giornali britannici hanno pensato che se i lettori americani potevano pagare le news online, non c’era motivo perchè non lo facessero anche i lettori britannici.

Detto fatto. Ora è stato annunciato che nella Terra di Albione la pacchia sta per finire: finisce la politica delle new gratuite su internet. Il Sun e il Daily Telegraph hanno annunciato che nei prossimi mesi faranno pagare i contenuti dei loro siti al fine di contenere le spese di gestione. ”L’attuale  situazione del tutto gratis non e’ piu’ gestibile”, ha detto Mike Darcey, amministratore delegato di News International, gruppo del magnate Rupert Murdoch che controlla il Sun.

”Faremo pagare i nostri contenuti a partire della seconda meta’ del 2013”, ha aggiunto Darcey. Il sito del tabloid e’ uno dei piu’ visti nel Regno Unito con 30 milioni di utenti che lo visitano ogni mese, mentre il giornale cartaceo resta il piu’ letto nel Paese.

Intanto, l’editore del Daily Telegraph ha annunciato che introdurra’ a breve la formula del ”paywall”, gia’ usata dal New York Times, che permette agli utenti di leggere un certo numero di articoli gratis, oltre il quale ci si deve abbonare. Ci stiamo forse avviando, tra non molto, verso una situazione in cui, dal tutto gratis degli albori, toccherà pagare per qualsiasi cosa si voglia vedere o consultare su internet?