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Irlanda. Higgins presidente poeta, batte miliardario divo tv

di Licinio Germini
Pubblicato il 30 Ottobre 2011 13:15 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2011 10:46

Il neoletto presidente irlandese Michael Higgins

DUBLINO, IRLANDA – Poeta, attivista per la difesa dei diritti umani, sostenitore delle arti, laburista, figlio dell’Irlanda proletaria e profonda, lontano anni luce dagli intrallazzi politici. E’ Michael Higgings, il neoeletto presidente della repubblica irlandese al termine di una campagna elettorale non facile, con insulti e frequenti ondeggiamenti dell’elettorato tra i sette candidati in corsa.

E’ stato eletto con un ampio margine, anche se pochi giorni prima del voto era ancora molto indietro nei sondaggi. ”Mi sento in un certo senso sopraffatto dall’onore che mi è stato concesso”, ha dichiarato dopo la vittoria. Non è considerato un politico convenzionale, specialmente all’interno della sinistra irlandese, ed è visto come un iconoclasta, con un temperamento indipendente e in nessun caso una creatura dell’establishment. Difficile dire se Higgins sia più a suo agio come attivista politico, come presidente della squadra di calcio del Galway United, oppure come poeta, la sua occupazione certo non meno importante.

Anche quando era indietro nei sondaggi, Higgins si è sempre comportato dignitosamente, cosa che ha accentuato la sua immagine di persona potenzialmente di stoffa presidenziale. Per lui il candidato da battere, che i sondaggi davano vincente, era Sean Gallagher, una popolare personalità televisiva, oltrechè miliardario.

La vittoria per Higgins è arrivata piuttosto a sorpresa, e anche questa sembra aver che fare con la peculiarità della sua figura. Non parte in prima posizione, anche se non proprio da outsider: dei sette candidati, quattro sono indipendenti e quasi tutti sembrano figure non di primo piano . La corsa è stata dominata da colpi di scena, come è successo con l’abbandono poi rientrato, di David Norris, candidato dichiaratamente omosessuale, accusato di abuso di ufficio per aver tentato di favorire un suo ex compagno, detenuto in Israele con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minore.

L’ultimo colpo di scena è stato però il più clamoroso, e a quanto pare decisivo nel favorire l’elezione di Higgins. Grande favorito era infatti Gallagher, il ricco imprenditore, noto al pubblico televisivo come giudice della versione irlandese di Dragon’s Den, un programma in cui alcuni facoltosi industriali valutano i progetti di investimento proposti dai concorrenti. Gallagher si è sempre presentato agli elettori come indipendente, ma durante un ultimo dibattito televisivo sono emersi suoi evidenti legami con il Fianna Fail, l’ex partito di governo, punito alle ultime elezioni anche perché ritenuto responsabile del dissesto finanziario. Il risultato è stato che la vorticosa ascesa di Gallagher si è subito trasformata in una vorticosa discesa e che molti suoi sostenitori sono passati nel campo di Higgins. Secondo le analisi post elettorali l’imprenditore ha perso il 28 per cento di coloro che pensavano di votare per lui.

Più ancora che per gli impegni istituzionali, Higgins è noto agli irlandesi per le tante generose campagne pacifiste, da un lato, e per l’amore nei confronti della lingua e della cultura gaelica, di cui è uno dei grandi sostenitori, dall’altro. Sul primo fronte, Higgins è stato un feroce critico della politica internazionale americana, soprattutto ai tempi della presidenza di Ronald Reagan. Nel 1992 ha ricevuto dall’International Peace Bureau di Helsinki il premio Sean McBride, come riconoscimento per il suo interesse verso la grave situazione umanitaria in Cambogia, le vittime del regime di Pinochet e per il suo forte pronunciamento contro la guerra in Iraq.

L’amore per la propria terra e la passione per la comunicazione (non solo politica evidentemente) lo porta invece a fondare persino Tg4, una televisione che trasmette in gaelico, la difficilissima lingua ufficiale della repubblica d’Irlan‍‍da. Tutti elementi che lo hanno reso estremamente popolare e amato dai suoi concittadini e dalla classe politica.