A Sochi la Russia vince l’oro per la sfida più difficile, garantire la sicurezza

Licinio Germini
Pubblicato il 22 febbraio 2014 19:40 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2014 19:40

sochiRUSSIA, SOCHI – Alle Olimpiadi di Sochi la Russia ha vinto l’oro anche nella sfida piu’ difficile, quella di garantire la sicurezza contro la minaccia del terrorismo islamico del vicino Caucaso con uno spiegamento di forze e di mezzi senza precedenti ma discreto ed efficiente. Sara’ ”un’enorme scommessa per i russi”, aveva detto alla vigilia Obama, che non fidandosi troppo aveva preferito mandare un paio di navi da guerra nel Mar Nero e preparare un piano di evacuazione aerea.

Anche gran parte dell’Occidente aveva manifestato preoccupazione e perplessita’ dopo gli attentati kamikaze a Volgograd, di fronte ad una Olimpiade che appariva troppo blindata: quasi 40 mila tra agenti e soldati, droni, navi e sistemi di difesa anti aerea Pantsir-S, traffico vietato o limitato, videocamere ovunque, intercettazione di qualsiasi telefonata o comunicazione via internet.

Ma sabato il Cremlino e il governo russo si sono presi la soddisfazione di poter dire, alla vigilia della chiusura delle Olimpiadi, che tutto ha funzionato a meraviglia. ”Tutto e’ andato bene, il problema della sicurezza e’ stato gestito al piu’ alto livello, insomma, per noi e’ un successo”, ha confidato all’Ansa Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. ”Comunque non e’ vero che tutto il mondo o tutto l’Occidente era allarmato, solo alcuni paesi avevamo manifestato i loro timori, ma ogni Olimpiade, come tutti i grandi eventi, e’ materia di preoccupazione, ovunque si svolga, Canada, Gran Bretagna, Italia, perche’ la questione sicurezza e’ prioritaria nel mondo di oggi”, ha osservato. ”A noi interessano le parole del comitato olimpico internazionale, solo loro possono dire se e’ stato un successo o meno, e mi pare che i riconoscimenti siano gia’ arrivati”, ha proseguito.

”Certo, prima dell’inizio dei Giochi c’e’ stato un tentativo di screditarli, come successo a Pechino, usando i soliti doppi standard, ma ora e’ tutto ok”, ha precisato, convinto che la kermesse a cinque cerchi sia servita a dare una ”nuova immagine” della Russia. Una tesi condivisa oggi anche dal vicepremier Dmitri Kozak, responsabile del governo per i Giochi. ”Le facce amichevoli, il caldo sole di Sochi e il luccichio dell’oro olimpico hanno rotto il ghiaccio dello scetticismo verso la nuova Russia”, ha detto nel briefing del Cio, tracciando un bilancio delle prime Olimpiadi invernali russe. ”I Giochi hanno trasformato il nostro Paese, la sua cultura e la sua gente in qualcosa che e’ molto piu’ vicino, piu’ attraente e comprensibile per il resto del mondo”, ha spiegato, dicendosi soddisfatto anche per la gestione della sicurezza da parte delle forze dell’ordine.

”Eravamo sicuri che le nostre strutture per la sicurezza sarebbero state in grado di realizzare l’obiettivo assegnato, credo che il loro lavoro sia stato stellare. Ripeto: stellare”, ha sottolineato. Kozak non ha dimenticato il contributo delle intelligence straniere: ”Vorrei ricordare che dopo gli attentati alla maratona di Boston, tutti i servizi segreti nel mondo hanno unito i loro sforzi per prevenire attacchi del genere: quindi tutti noi insieme abbiamo raggiunto questo obiettivo brillantemente”. Anche Kozak e’ convinto che i Giochi siano stati una vetrina straordinaria per la Russia: ”Nelle ultime settimane il mondo intero ha seguito da vicino le competizioni tra i migliori olimpionici del pianeta, ma attraverso il prisma di Sochi e dei nostri Giochi Olimpici ha avuto la possibilita’ di dare un’occhiata al nostro Paese. La Russia ha dimostrato a se stessa e al resto del mondo che possiamo competere, che siamo capaci di trasformare l’impossibile in possibile”, si e’ vantato.

Anche le critiche, spesso ”eccessive”, ci hanno fatto bene, ha ammesso diplomaticamente: ”ci hanno aiutato a migliorare i Giochi”. Alla fine gli americani hanno dovuto rendere omaggio alla security ‘made in Russia’. AJ Turkovich, manager di Usa House al parco olimpico e dirigente del comitato olimpico americano, ha espresso il suo apprezzamento per la gestione della sicurezza: ”A Sochi mi sono sentito assolutamente sicuro”. E ha rimproverato i media americani per aver dato una rappresentazione distorta della ”fantastica atmosfera” olimpica.