Ucraina. Guerra, crisi fuori confini, Russia mostra muscoli a infuriata Gb

Licinio Germini
Pubblicato il 20 febbraio 2015 9:58 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 9:58
Un sottomarino russo

Un sottomarino russo

GB, LONDRA – La guerra in Ucraina sconfina e crea tensioni anche al di là dei campi di battagli tra nazionalisti e filorussi. Sono passati giorni di “provocazioni”, via cielo e via mare, al limite del territorio del Regno Unito, e la Russia ha mostrato di nuovo i muscoli inviando due bombardieri al largo della Cornovaglia e costringendo Londra a rispondere all’incursione con i jet della Raf.

Uno showdown quasi militare preceduto e seguito da un acceso scontro verbale con il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, che è arrivato a paragonare Vladimir Putin all’Isis e ha avvertito la Nato a essere pronta ad intervenire contro ipotetici attacchi russi ai Paesi ex sovietici del Baltico.

Il ministro della Difesa ha lanciato il suo allarme dalla Sierra Leone, dove era in visita ai militari britannici impegnati nella lotta contro l’Ebola. ”C’e’ un pericolo reale e concreto” che la Russia cerchi di destabilizzare Estonia, Lituania e Lettonia, paesi nei confronti dei quali potrebbe utilizzare a suo dire ”la stessa tattica aggressiva” adottata per annettere la Crimea. Parole pesanti, soprattutto se si considera che le ex repubbliche baltiche fanno parte della Nato.

E, infatti, subito dopo Fallon si e’ rivolto agli Alleati. ”Dobbiamo essere pronti a un’aggressione della Russia in qualsiasi forma” si manifesti, ha avvertito. Ormai, ha dichiarato, ”non siamo più in una situazione di ”guerra fredda”, perchè quando ci sono carri armati che attraversano il confine dell’Ucraina, jet che attraversano la Manica e sottomarini nel Mar del Nord, la guerra è già abbastanza calda”, ha rilevato il ministro ricordando i due incidenti accaduti nei giorni scorsi quando caccia della Raf hanno intercettato due bombardieri russi al largo di Bournemouth, nell’Inghilterra meridionale, e poi a distanza di una settimana un sottomarino russo e’ stato localizzato dalla Royal Navy mentre attraversava il Canale della Manica.

Proprio mentre Fallon dall’Africa parlava di Putin come di ”una minaccia pari all’Isis”, per l’Europa, al largo della Cornovaglia – ma come nei casi precedenti fuori dai cieli britannici – arrivava la terza incursione russa. Caccia della Royal Navy hanno intercettato due bombardieri ‘Bear’, velivoli di grosso taglio in grado di trasportare testate nucleari. Non hanno sorvolato lo spazio aereo della Gran Bretagna – come Londra stessa ha poi ammesso – ma sono comunque ”entrati in un’area d’interesse del Regno Unito”.

Dura la reazione del premier David Cameron che da una parte ha tentato di minimizzare l’operazione come un ”tentativo da parte di Mosca di attirare l’attenzione” che non merita risposta. Ma dall’altra, con toni patriottici, ha elogiato la risposta dell’aviazione di sua maestà, ”pronta a reagire” – ha avvertito – a ogni incursione russa. Ieri, come avviene da mesi, il primo ministro aveva ribadito che ”quanto sta facendo Mosca” in Ucraina ”è inaccettabile” e avrà ”conseguenze economiche e finanziarie per molti anni a venire”.

Le parole bellicose, le accuse e i sospetti di Londra non sono piaciuti a Mosca. Il governo britannico ”va al di là dell’etica diplomatica”, e’ stato il secco commento del portavoce del ministero degli Esteri russo Aleksandr Lukashevich, il quale ha denunciato la ‘requisitoria’ di Fallon come un bis dell’intervento di Barack Obama all’Onu che l’anno scorso ha ”additato la Russia tra fra le tre principali sfide al suo Paese”. ”Penso che troveremo il modo di reagire alle dichiarazioni fatte dal signor ministro”, ha concluso sarcastico Lukashevich.  Così, tutto sta ad indicare che la tensione continua.