Ue prepara svolta nelle relazioni con Cuba

Licinio Germini
Pubblicato il 17 gennaio 2014 10:42 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 10:56
Il leader cubano Raoul Castro

Il leader cubano Raul Castro

BELGIO, BRUXELLES – Cuba muta e cambiano allo stesso tempo i rapporti tra l’isola comunista e la Ue. L’Europa è infatti intenzionata ad archiviare la ‘posizione comune’, e cioè le regole sulle quali ormai da molti anni si basano i rapporti bilaterali. A dedicare grande spazio al tema sulle complesse relazioni L’Avana-Bruxelles è stato il quotidiano spagnolo El Pais, secondo il quale l’Ue è pronta a dare una significativa svolta nei rapporti con Cuba.

Dopo anni di discussioni, l’idea di fondo di Bruxelles è quella di mandare in pensione la ‘posizione comune’ varata nel 1996, che vincola i rapporti al rispetto dei diritti umani e delle libertà politiche. E che, sostengono diverse fonti a Bruxelles e all’Avana, ha finito per ingabbiare le relazioni politiche e diplomatiche. L’obiettivo di fondo è ora invece quello di aprire al dialogo formale, tramite il varo di una nuova impalcatura istituzionale nelle relazioni.

Tutto a partire, precisa il quotidiano di Madrid, dal 2015. Nel corso di questo trimestre, i ministri degli esteri Ue dovrebbero quindi autorizzare la Commissione Europea a sostituire la ‘posicion comun’ approvata nel 1996 e voluta con grande determinazione dall’ex premier spagnolo, il conservatore Jose’ Maria Aznar. Il nuovo corso europeo è un primo contraccolpo concreto dei cambiamenti nell’isola dei fratelli Castro. All’Avana per ora non ci sono reazioni ufficiali alle notizie provenienti da Bruxelles, ma soprattutto sul fronte dell’economia le novità non mancano: a cominciare dal mega-progetto della ‘zona speciale’ del porto di Mariel (una cinquantina di km dall’ Avana), un po’ il simbolo di quella che sarà la Cuba dei prossimi anni.

Con la forte partecipazione tra l’altro del Brasile, L’Avana punta con grande determinazione allo sviluppo di questa area portuaria, dove fra qualche giorno scatteranno agevolazioni fiscali e di altro tipo per i capitali stranieri. L’obiettivo è quello di attrarre imprenditori stranieri che portino nell’isola non solo capitali ma anche tecnologie di punta in quelli che le autorità considerano settori “strategici” e con grandi potenzialità. Per esempio, l’agricoltura e alcuni comparti industriali.

Oltre al Brasile, ad accogliere le proposte del presidente Raul Castro c’è la Cina, che ha annunciato di voler costruire uno stabilimento per l’assemblaggio di automobili. Su Mariel puntano anche la Russia e un gruppo chimico tedesco. Durante un recente forum economico Cuba-Gran Bretagna, le autorità dell’Avana hanno ricordato che le normative riguardanti la zona speciale saranno annunciate a breve. Nonostante le forti incognite – soprattutto politiche – sul futuro dell’isola, l’Europa vuole quindi evitare di perdere quello che potrebbe diventare il treno cubano.

Cautamente favorevole al disgelo è anche l’amministrazione Obama, che ”continuera’ a esplorare le aperture gia’ intraprese nei confronti di Cuba e il presidente ha indicato la chiara volonta’ di perseguire ”sentieri diversi” rispetto al passato. Parole del viceconsigliere alla sicurezza della Casa Bianca, Ben Rhodes parlando con i giornalisti, sottolineando pero’ che ”allo stesso tempo per noi rimane fondamentale la questione dei diritti umani e del rispetto della dignita’ del popolo cubano”.