Dibattito: Stravince Romney di fronte ad un Obama sbiadito e confuso

di Licinio Germini
Pubblicato il 4 ottobre 2012 9:29 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 9:38

Il dibattito tra il presidente Obama e Mitt Romney

DENVER, COLORADO – ‘’Perche Obama era cosi’ triste e confuso? Ha perso il duello e stasera potrebbe aver perso anche le elezioni’’. Cosi’ a caldo, Andrew Sullivan, uno dei piu’ conosciuti editorialisti di Daily Beast, conferma l’impressione di molti circa l’exploit di Romney e la sbiadita performance del presidente.

Il fatto è che nel primo dibattito col suo rivale repubblicano Mitt Romney, il presidente semplicemene non c’era e gli ha completamente lasciato l’iniziativa, incassando colpi senza restituirli. Il giudizio generale è che Romney non solo ha vinto, ma ha stravinto sul palco della Magness Arena nel campus dell’ università di Denver.

I commenti dei media e degli osservatori sono pressochè concordi: Romney è subito apparso Vivace, coinvolto, sereno, capace di far apparire Obama sulla difensiva. Il presidente in carica si è invece mostrato fin dall’inizio timido, concentrato su numeri e dettagli, come se leggesse da un documento ”professorale”. Obama è apparso tutto il tempo in difesa. Ha attaccato Romney sulla mancanza di realismo del suo programma, ma si è rifugiato in un mare di dettagli per spiegare quello che ha fatto, invece di ribaltare il terreno su cui lo ha portato l’avversario. Ad esempio, sulla mancanza di bipartisanship avrebbe potuto dire semplicemente che sono stati i repubblicani a rifiutare ogni collaborazione in Congresso. Ha provato più volte a svelare la vaghezza delle promesse di Romney, ma senza mai veri affondi. Insomma, poco connesso, poco emotivo, a basso tasso di energia, è stato un Obama in tono molto minore.

A meno di cinque settimane alla data delle elezioni il 6 novembre, scrive il New York Times, ”il diattito di 90 minuti si è svolto in maniera molto simile ad un seminario tra un consulente industriale e un docente universitario”, e aggiunge: ”Entrambi i contendenti hanno sostenuto la tesi secondo cui le loro politiche migliorerebbero le condizioni della classe media, ma senza connettersi con le idee degli elettori”. Se l’obiettivo di Romney era di fornire una immagine presidenziale, ci è riuscito in pieno, offrendo alla sua campagna la spinta che i repubblicani si aspettavano. Dal canto suo Obama non ha confutato le politiche enunciate dal rivale, e non ha introdotto gli stessi argomenti e le stesse critiche che la sua campagna ha lanciato contro Romney per mesi.

Mentre l’ex governatore del Massachusetts lo attaccava, snocciolando cifre e demolendo il suo ‘record’ in tema di economia degli ultimi 4 anni, Obama e’ apparso smarrito, spesso con lo sguardo basso, scuotendo la testa, guardando in macchina, sempre in difesa, evitando con cura ogni contradditorio. E’ stato persino interrotto spesso dal moderatore, Jim Lehrer, che per questo e’ stato attaccato online dallo stesso staff Obamiano. Ma non ha mai reagito, tanto che alla fine gli ha perfino fatto i complimenti. Cosi’, al termine di 90 minuti di dibattito serrato, il giudizio pressoche’ unanime e’ che Mitt Romney si sia aggiudicato il primo round. Un sondaggio della Cnn, raccolto a caldo parla chiaro: il 67% pensa che il vincitore sia Romney, e solo il 23% da la vittoria a Barack.

Secondo molti, su Twitter, proprio grazie a questo successo, Romney potrebbe aver riaperto la lotta per la Casa Bianca. Il primo ad aver sanzionato la sconfitta di Barack e’ stato Ben Smith di Buzzfeed, uno dei siti piu’ cliccati d’America, quando il dibattito non era nemmeno a meta’: ”Mitt doveva dimostrare di essere capace, credibile, di saper reggere la scena e trattare il presidente americano da pari a pari. E c’e’ riuscito – scrive Smith – già  nei primi 40 minuti del confronto”.

La destra ovviamente canta vittoria. In prima fila Karl Rove, l’ex spin doctor di George W. Bush che appena Obama ha citato i successi di Bill Clinton, ha twittato sarcastico: ”Caro Signor Presidente, lei e’ Obama, non Clinton”. Sean Hannity, un noto conduttore della Fox News, ha perfino preso in giro il presidente: ”Presto, qualcuno dia un teleprompter a Barack Obama…”. Ma anche lo staff di Obama mastica amaro, pur non perdendosi d’animo: ”Sapevamo che Romney era bravo nei dibattiti – commenta David Axelrod, primo stratega della campagna di Obama – e probabilmente avra’ dei benefici sui sondaggi. Ma le sue risposte erano tutte sbagliate”.

Quello che colpisce molto del comportamento di Obama sui media americani e’ l’atteggiamento assolutamente rinunciatario, professorale, come temevano i suoi alla vigilia. In 90 minuti non ha mai cercato di aggredire il suo avversario sui suoi punti deboli. Mai una citazione sul tema delle tasse, del suo passato alla guida di Bain, tantomeno un cenno alle sue famose gaffe, come quella contro il 47% dei presunti ”parassiti a spese dello Stato”. Ha cercato sempre il dialogo, sino alla fine, mentre il suo interlocutore gli scagliava l’accusa di voler portare l’America al fallimento.

E alla fine, i due appelli al voto hanno rispecchiato questi approcci radicalmente diversi: da un lato Obama chiedeva il voto ”perche’ tutti abbiano le stesse opportunita”’. Dall’altro, Romney attaccava ad alzo zero il presidente: ”Con lui per altri 4 anni l’America sara’ ancora piu’ debole, la classe media ancora piu’ in difficolta’ e la disoccupazione cronica”. Tuttavia, rilevano certi analisti, se Romney ha vinto una battaglia, non ha ancora vinto la guerra. Mancano altri due dibattiti, il prossimo il 16 ottobre,  piu’ quello dei numeri due. Nei prossimi giorni si capira’ comunque meglio l’effetto del duello, specialmente negli Stati decisivi. E sebbene le quotazioni di Romney siano risalite, e’ certo e’ che la lotta per la Casa Bianca resta sempre piu’ serrata e incerta.