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Usa, elezioni. Supertuesday, sono in ballo 419 delegati in 10 stati

di Licinio Germini
Pubblicato il 5 Marzo 2012 11:38 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2012 16:26

WASHINGTON, STATI UNITI – Alla vigilia del Supertuesday che vedrà dieci primarie repubblicane svolgersi in altrettanti stati, l’ex-governatore del Massachusetts Mitt Romney, di orientamento moderato, è riuscito a raggiungere il suo principale rivale, l’ultraconservatore Rick Santorum, secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos che assegna ad entrambi il 32 per cento delle preferenze nell’Ohio, che con i suoi 63 delegati è lo stato più importante dell’intera contesa. Complessivamene, il Supertuesday assegnera 419 delegati, una fetta consistente dei 1.144 necessari per ottenere la nomination.

A giudizio degli osservatori Santorum, ex-senatore della Pennsylvania molto popolare tra la classe operaia particolarmente colpita dalla crsi economica e dalla disoccupazione, ha bisogno di vincere in Ohio per dimostrarare che resta un forte contendente di Romney nonostante le sconfitte da lui subite la settimana scorsa in Michigan e Arizona. Ma la posizione di Romney è forte dopo le sue cinque vittorie consecutive nel Maine, Michigan, Arizona, Wyoming e nello stato di Washington, sebbene molte riserve nei suoi confronti esistano da parte dei conservatori che lo considerano troppo moderato.

Il principale consigliere di Romney, Eric Fehrnstrom, parlando con i giornalisti, si è mostrato molto cauto sulle prospettive dell’ex-governatore del Massacusetts in Ohio, affermando che questi è più intento a conquistare il numero necessario di delegati per ottenere la nomination. ”Non credo ce occorra vincere in ogni stato – ha detto – credo che la cosa principale alla fine delle primarie sia aver conquistato 1.144 delegati”.

Ma è certo che tutti gli occhi sono puntati sull’Ohio, e non solo per i suoi 63 delegati, ma anche perchè nessun candidato repubblicano è mai riuscito a conquistare la Casa Bianca senza prima aver vinto in quello stato.

L’ex-speaker della Camera Newt Gingrich, che ha visto la sua popolarità calare notevolmente rispetto a quando, qualche settimana fa, è stato per breve tempo il frontrunner, punta tutte le sue carte sul suo stato, la Georgia, dove è in forte vantaggio e dove una vittoria contribuirebbe a fargli risalire la china, dopo essere stato sconfitto da Romney in Florida lo scorso 31 gennaio.

Il Supertuesday è anche super-costoso. Una campagna elettorale con spot televisivi ed altro nei dieci stati per una settimana costa ad ogni candidato 5 milioni di dollari. Una grossa cifra anche per Romney, ampiamente finanziato, e per Gingrich, sostenuto a suon di milioni dal miliardario re dei casinò di Las Vegas, Sheldon Adelson.

I media americani non azzardano previsioni su chi uscirà vincitore dal Supertuesday. Spaventa molti, d’altra parte, l’eventuale affermazione dell’ultraconservatore Santorum, ”il bigotto” come lo chiamano i suoi detrattori, colui che porta avanti posizioni estreme contro l’aborto, la contraccezione e i matrimoni gay, e che anche per questo ha scarsissime chance di eventualmente battere l’attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ma proprio l’affermazione di Santorum potrebbe essere salutare per il partito repubblicano, in questa fase incapace di esprimere un vero leader.

La provocazione e’ del New York Times, che in un’analisi spiega: ”I repubblicani devono scegliere Rick Santorum come candidato alla nomination, perche’ la sua successiva batosta contro Obama spingera’ il partito a spostarsi su posizioni di centro piu’ moderate”’, senza lasciarsi condizionare dalle pulsioni piu’ conservatrici che animano gran parte della base, vedi i Tea Party.

Per il quotidiano newyorkese, dunque, solo Santorum e il suo fallimento nelle elezioni presidenziali offrono la possibilita’ di un rinnovamento per il Grand Old Party. Un rinnovamento che potrebbe essere guidato dai nomi nuovi e in ascesa del partito, dal governatore del New Jersey Chris Christie al senatore della Florida, Marco Rubio. Oltre ad Ohio e Georgia, martedi’ si votera’ in Alaska, Idaho, Massachusetts, North Dakota, Oklahoma, Tennessee, Vermont e Virginia.