Usa. Hillary 5.0, in partenza la battaglia per conquistare la Casa Bianca

Licinio Germini
Pubblicato il 23 febbraio 2015 9:49 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 22:34
Hillar Clinton col marito Bill

Hillar Clinton col marito Bill

USA, WASHINGTON – ”Hillary 5.0”, ovvero dal 2015 all’anno zero delle presidenziali 2016. La ambiziosa ex-first lady vicina ai 70 anni è di costruire l’immagine adatta per diventare il nuoco Commander in Chief dopo che Barack Obama al termine del suo secondo mandato lascerà la Casa Bianca.

Vuole diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti, dopo essere stata first lady, senatrice, candidata presidenziale nel 2008 e segretario di Stato. Per questo nella squadra della Clinton, che dovrebbe annunciare la sua discesa in campo per la Casa Bianca in primavera, trovano posto due ”spin doctors”, veri e propri ‘maghi’ del marketing e della pubblicità.

Sono loro che dovranno creare il logo, gli slogan, le parole d’ordine della campagna elettorale. E consigliare cosa andrà postato su Twitter e Facebook, e persino il look della candidata, quello di volta in volta più adatto al messaggio con cui la ex first lady spera di intercettare la più vasta platea possibile di elettori. Evitando gli errori del 2008.

Wendy Clark, per unirsi all’avventura presidenziale, ha lasciato la Coca Cola, dove con il suo lavoro e i suoi messaggi è stata fondamentale per rilanciare il marchio tra i più giovani e diversificare la clientela, in un settore sempre più competitivo anche per la regina delle

E poi c’è Roy Spence, vecchio amico dei Clinton, a capo di una delle più grandi imprese americane di marketing (la GSD&M) e che ha lasciato il segno nelle campagne pubblicitarie di tante aziende, da Wal-Mart alla Southwest Airlines. Ma che è soprattutto l’inventore di uno degli slogan più riusciti della storia americana: “Don’t Mess With Texas”, iconica scritta resa famosa da decine di film, spot e serie tv e che dagli anni ’80 campeggia sui segnali stradali del Texas, invitando a non gettare rifiuti sulle highway dello stato della Lone Star.

Clark e Spence avranno l’ambizioso compito di rilanciare il “marchio Clinton” non solo negli Usa ma in tutto il mondo. E di modellare la nuova Hillary scrollandole di dosso un’immagine troppo legata al passato (vedi l’imbarazzante scandalo Lewinsky) ma senza stravolgerne il modo di essere, che comunque ne fa tuttora la donna più popolare d’America: “Let Hillary be Hillary”, suggeriscono in molti, richiamandosi a quanto gli ”spin doctors’ di allora dicevano di Ronald Reagan.

L’obiettivo principale sarà raggiungere soprattutto i più giovani, le nuove generazioni di elettori che potrebbero vedere in Hillary un personaggio più legato al passato che al futuro. Ma il messaggio dovrà puntare anche sulla working class e quella parte della middle class che continua a vedere Hillary più sensibile agli interessi di Wall Street che a quelli delle famiglie americane.

Intanto – secondo quanto trapela – si lavora già al logo. Massima è la riservatezza. L’unica cosa che si sa è che al centro dovrebbe esserci una grande ‘H’, di cui si sta mettendo a punto il design per una immagine che sia chiaramente la più vincente possibile. “Un logo – affermano esperti di marketing – che dovrà colpire il bersaglio trasmettendo allo stesso tempo un messaggio di qualità come quello della Mercedes, e uno di freschezza come quello della Coca Cola”.