Usa. Rischi per Obamacare in mano a Corte Suprema, che però è divisa

Licinio Germini
Pubblicato il 5 Marzo 2015 10:04 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2015 10:04
I nove giudici della Corte Suprema americana

I nove giudici della Corte Suprema americana

USA, WASHINGTON – Come certi media affermano, potrebbe veridicarsi una “sconfitta catastrofica” per Barack Obama. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti iniziato l’esame di uno dei punti chiave della riforma sanitaria firmata dal presidente americano nel 2010. Di fatto l’unica vera riforma che la Casa Bianca e’ riuscita a portare a termine negli ultimi anni.

I ricorsi presentati alla Corte e che i giudici costituzionali hanno deciso di esaminare rappresentano l’attacco più significativo all’Affordable Care Act dalla sua entrata in vigore, dopo i vani tenativi dei repubblicani in Congresso di abolirla o di modificarla radicalmente.

Del resto il presidente Obama anche nelle ultime settimane ha ribadito che è pronto a porre il veto ad ogni cambiamento della riforma eventualmente approvato a Capitol Hill. In ballo presso la Corte Suprema, che dopo il primo giorno di lavori appare divisa, c’è la norma che riconosce sussidi a sette milioni e mezzo di americani in 34 stati, per permettere loro di dotarsi di una assicurazione sanitaria.

Una norma che se giudicata incostituzionale provocherebbe un terremoto, portando a triplicare il costo che quella platea di assicurati sostiene per la propria copertura. Di fatto causando il collasso del mercato delle assicurazioni in quegli stati e mettendo in discussione l’intera Obamacare. La Casa Bianca è certamente preoccupata, ma fiduciosa. Come spiegano gli osservatori, ha scelto di seguire la “do-nothing strategy”, di non fare nulla per prepararsi a un eventuale sconfitta.

Almeno a parole. Al momento infatti non trapela alcun ‘piano B’ messo a punto dall’amministrazione Obama. Quest’ultima conterebbe sull’effetto deterrente rappresentato dalle devastanti conseguenze di una sentenza contro l’Obamacare. E conterebbe proprio sul fatto che la mancanza di un piano di emergenza in caso di pollice verso della Corte dovrebbe spingere i nove ‘saggi’ a evitare un verdetto di incostituzionalità.

La decisione dovrebbe arrivare entro la fine di giugno. La Corte, dopo aver ascoltato le parti, si è spaccata. Alcuni giudici infatti vedono “seri problemi di costituzionalità nella differenza tra gli stati che pagano i sussidi dopo aver organizzato un proprio mercato delle assicurazioni sanitarie e quelli in cui invece è il governo federale ad avere il controllo del mercato assicurativo e a pagare i sussidi.

Intanto l’amministrazione lancia avvertimenti all’opinione pubblica ed alla stessa Corte. “Una sentenza della Corte Suprema contro l’Obamacare renderebbe il sistema sanitario ingestibile”. Così il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, mette in guardia il massimo organo giurisdizionale americano, mentre i giudici costituzionali hanno cominciato l’esame di alcune norme-chiave della riforma sanitaria.