Lucio Fero

Alexia Canestrari irrazionale paura di mamma: “Li hanno rapiti”. Rapiti? E chi?

ROMA – Alexia Canestrari, la mamma di uno dei due bambini, la mamma che ha vissuto con Manuel e Nicole la paurosa avventura dello smarrimento, del vagare senza meta, del perdersi, del lasciarsi nella notte, del freddo, del buoi e dell’angoscia di non ritrovarsi, ha voluto parlare con la stampa e con le televisioni. Molte le interviste, un solo fondamentale concetto: “Fatela finita di cercare il mostro, di insinuare che ho abbandonato i bambini”.

Ed in effetti è difficile anche solo immaginare, figurarsi poi pensarla, supporla davvero, una precisa volontà di abbandonare due bambini di pochi anni alla montagna, al bosco, alla notte, in definitiva alla morte. No, anche solo ad immaginarla questa storia di mamma Alexia che porta come una strega cattiva i bambini nel bosco e lì li lascia a morire non torna. Non li avrebbe “appoggiati” in una sorta di grotta riparata, riparata almeno un po’ dalle intemperie. Non avrebbero vagato insieme per ore e ore come pure i bambini raccontano. Da quel che si sa della storia si vede che non c’è piano né tanto meno progetto crudele. Non c’è nelle cose.

Le cose raccontano che mamma Alexia non voleva disfarsi di Manuel e Nicole e che, come dice mamma Alexia, il “mostro” è solo nei retro pensieri di chi “tifa” perché mostro ci sia. I fatti dicono che non c’è “mostro”. Le parole di mamma Alexia dicono anche che comunque non c’è stata una mamma pienamente in sè. Non nei fatti e neanche nelle parole.

“Quando dopo sei ore non li trovavano ho pensato: li hanno rapiti”. Lo dice mamma Alexia Canestrari a La Repubblica. Rapiti i bambini? E da chi di grazia? La mamma ha appena finito di raccontare in quella e in altre interviste che hanno vagato senza incontrare anima viva “neanche animali”, di aver vagato alla disperata ricerca di una presenza umana. Come può aver pensato quindi che qualcuno li avesse rapiti dopo che si erano separati? Irrazionale paura di mamma. Irrazionale, non ragionevole.

Come di irrazionale c’è l’unico rimpianto e rammarico di Alexia Canestrari anche questo consegnato a molte interviste: “Forse avrei dovuto lasciargli ai bambini il mio giubbino. Per il resto mi comporterei esattamente come ho fatto”. Anche l’essersi incamminata con due bambini per chilometri e chilometri in montagna? Anche averli imbarcati in una sorta di bob-giocattolo e aver giocato e giocato e giocato fino a perdere l’orientamento e a perdere di vista casa e abitazioni? Dai racconti di mamma Alexia la cosa più razionale che lei sembra aver fatto è stata proprio quella di lasciarli per andare a chiedere aiuto. Tutto il resto di razionale e ragionevole ha molto poco, ma di questo probabilmente Alexia Canestrari non deve rendere conto né alla stampa né alla pubblica opinione: Magari a se stessa, magari alla sua famiglia. Non ci sono infatti “mostri”, ma non si vedono in questa storia neanche “fate”.

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