Balotelli arrenditi, vince la bugia ipocrita degli sfottò

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 Novembre 2019 10:01 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2019 10:01
Mario Balotelli arrenditi, vince la bugia ipocrita degli sfottò

Balotelli calcia il pallone contro i tifosi del Verona dopo i cori razzisti (foto Ansa)

ROMA – Balotelli arrenditi. La sorpresa (in fondo mica tanto sorpresa) del giorno dopo è che in gran maggioranza sui social e nelle radio la cosiddetta gente non sta per nulla con Balotelli nero di pelle invitato a tornare sugli alberi come i suoi prossimi che son le scimmie. La gente sta a gran maggioranza contro Balotelli nero di pelle che si è permesso di tirare il pallone contro la Curva, la Sacra Curva.

Balotelli arrenditi. In poche ore si è srotolato con nettezza e precisione il nastro che dà corpo, corpo e anima nazionali a quella che non è più una battuta scherzosa, al contrario è cultura diffusa e cioè il non è che io son razzista è che tu sei negro.

Balotelli arrenditi. Sei ufficialmente antipatico (sia detto a margine il personaggio Balotelli con il creare antipatia ha ottimo rapporto) ma soprattutto non vivi più nell’Italia di soli dieci anni fa. Sei tornato da poco, forse non hai capito. Ora è tempo che tu Balotelli capisca e ti arrenda.

Balotelli arrenditi. Arrenditi a Juric allenatore del Verona che dice di aver sentito solo “cori, fischi e sfottò”. Insomma razzismo e buu al negro ma quando mai! Solo tifosi che fanno il loro dovere di tifosi e disturbano, prendono in giro, boicottano il giocatore avversario. Puro tifo, niente altro che tifo. E’ lo stesso argomento della Super Curva dell’Inter, l’argomento dice: coi negri lo facciamo perché si incazzano, quindi è tifo. E’ lo stesso argomento del mister (si dice così) della Bulgaria a giustificare il negro scendi dall’albero contro i giocatori dell’Inghilterra. Poi, in Bulgaria, quel mister di è dovuto dimettere insieme al presidente della locale Federcalcio. In Bulgaria, qui da noi l’argomento Juric va alla grande.

Infatti sentite cosa aggiunge Maurizio Setti che del Verona è presidente: “Era solo ironia, il razzismo qui non esiste”. Non esiste razzismo nella testa, nei cori, negli striscioni della Curva dell’Hellas Verona? Come dire non esiste il pandoro a Verona. Ma negare l’evidenza si può, alla grande. Si può descrivere chi fa buu al negro scimmia come un buon padre di famiglia che allo stadio si diverte a scherzare un po’, l’ironia…

E poi, mica solo Verona. Oggi qui, domani là, dopo domani là ancora. A Roma era per ridere, sorridere un po’ che cantavano “Vesuvio lavali col fuoco” dalla Curva. Mica se la saranno presa quelli di Napoli, sta a vedere non si può neanche scherzare. E comunque lo si fa per tifare, così i giocatori del Napoli si innervosiscono. Vogliamo interferire con i doveri del tifoso militante? A Roma per fortuna nessuno è intervenuto a difendere e propalare la bugia ipocrita degli sfottò, delle innocenti prese in giro. Forse, anzi senza forse, perché la Roma società di calcio è americana.

Balotelli arrenditi, comunque arrenditi. Anche il negro che ce l’ha fatta, anche il negro non povero non fa più nessuna simpatia. Se poi si permette di sfidare la Sacra Curva, allora è un ribelle ingrato. Perché l’arbitro non l’ha espulso? Cedimento buonista, ci vuole un’inchiesta, la gente tifosa vuole essere libera in Curva sua. Balotelli arrenditi, sei tornato in un’Italia che oggi è così.