Banche, chi era con popolari “brutte e cattive”? M5S, Lega..

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 14:03 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 14:16
Banche, chi era con popolari "brutte e cattive"? M5S, Lega..

Banche, chi era con popolari “brutte e cattive”? M5S, Lega..

ROMA- Adesso nei racconti e nei comizi e nei blog e negli slogan soprattutto made in Grillo e Salvini le quattro banche sono brutte, cattive, killer e luogo e culla di ogni infamia finanziaria e per questo salvate da un governo complice che teneva loro bordone perché…perché erano tutti pappa e ciccia.

Ci fosse uno che ascoltando racconti, annuendo ai comizi, condividendo blog e plaudendo slogan domandi a Grillo, Salvini e altri vendicatori delle banche infami: scusino, come mai avete cambiato così radicalmente idea?

Già perché erano mesi, mesi e non anni fa, che il governo fa una legge, una legge che riforma le banche dette popolari. Le banche popolari si inalberano e si offendono molto per questa legge che, tra l’altro, pone fine alla pratica: una azione, un voto. Le banche popolari ci tenevano a un’azione vale un voto. Così una maggioranza o almeno una percentuali di azioni rilevante era impossibile da ottenere. E la banca non era, dicevano, “scalabile” dal capitale finanziario cattivo. La banca poteva restare “popolare” e di “territorio”. Questa era la buona banca e cattivo era il governo Renzi che apriva la strada agli gnomi della finanza che si sarebbero impossessati delle banche di famiglia per fare il male dei risparmiatori.

Così, erano mesi e non anni fa, mugugnavano le banche popolari. Inorridivano: diventeremo una Spa! Se le banche popolari mugugnavano, su tutti i giornali e in ogni corridoio parlamentare e in ogni consiglio regionale o comunale raggiungibile, c’era chi gridava forte. Gridava al “presidio della democrazia finanziaria minacciato”. Gridava all’intollerabile attacco alla buona finanza, alle banche buone perché popolari e di territorio. E chi era che fieramente si opponeva alla legge di riforma delle banche popolari e fieramente si schierava con queste banche belle, buone di famiglia?

Era M5S di Beppe Grillo in nome della lotta al grande capitale finanziario, la Lega di Matteo Salvini, in nome dei soldi, del credito sul territorio, era la neonata Sinistra Italiana di Stefano Fassina in nome della democrazia dal basso , era la Cgil del settore. Erano tutti questi a lottare con le banche popolari e di territorio a vantaggio dei risparmiatori che altrimenti…

Già allora si sapeva da anni, e non da mesi. Già allora si sapeva, ora lo sanno proprio tutti. Molte della banche cosiddette popolari e molte delle pratiche della finanza e credito di territorio buttavano soldi dalla finestra, cioè finanziavano fuori mercato sia imprese che imprenditori amici sia istituzioni locali, sia le tasche dei loro clienti. Buttavano soldi dalla finestra e per averli questi soldi buttavano altri soldi nelle tasche dei loro clienti. In una spirale che inevitabilmente portava al crack. Ma che importanza poteva avere visto che da decenni erano solo in parte banche e in molta altra parte bancomat per spargere denaro su clientele e clienti?

Ora lo sanno proprio tutti che queste banche di famiglia erano molto malamente amministrate e pericolose per i risparmiatori. E Grillo e Salvini e altri gridano alle banche infami e al governo loro complice. Mesi fa il governo era il cattivo che stuprava banche buone. Le banche erano le stesse, il governo pure. Invece M5S, Lega e altri cambiano, eccome se cambiano. Tanto nessuno si ricorda nulla, nessuno domanda niente, nessuno sembra sapere un cavolo, nessuno fa una piega se un leader in buona coi sondaggi spudoratamente, apertamente, clamorosamente mente.

Per chi avesse dubbi, Banca popolare dell’Etruria, Cari Ferrara, Caro Chieti, Banca Marche, tutte “popolari” e di “territorio”.