Banche, perché saltano? Chi se ne frega

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 dicembre 2017 9:56 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2017 9:56
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Banche, perché saltano? Chi se ne frega

ROMA – Banche, niente meno che una Commissione di indagine parlamentare. E ci voleva perché (così pensa un ingenuo ignaro delle cose vere della vita) più di una banca italiana qua e là è saltata. Saltata, andata in fallimento, liquidazione…chiamiamolo come vogliamo.

Banche piccole soprattutto, banche cosiddette di territorio e anche banche di taglio medio e anche una grande banca italiana. Solo negli ultimi anni da Genova al Veneto, dalla Toscana alle Marche, e giù fino alla Puglia saranno una decina le banche che sono andate all’aria. E che quindi si è dovuto soccorrere e salvare. Con i soldi pubblici. Perché bisogna farlo. E bisogna farlo perché se una banca chiude sportelli e buonanotte la cosa investe a catena tutto il sistema finanziario, tutte le banche a domino, tutti gli sportelli e conti correnti. Anche il tuo, cittadino che te ne freghi del perché e per come succede.

E allora ci voleva eccome una Commissione parlamentare che indagasse, conoscesse e spiegasse perché e come succede. Manager e dirigenti di banca troppo liberi di speculare? Leggi e mercati da regolare ancora? Oppure non è questione di leggi che ci sono, ma di connivenze che pure ci sono tra chi fa maxi-impicci e pubblica opinione quando l’acqua va per l’orto? Oppure connivenze col sistema della politica. O ancora cialtroneria anche tecnica dei gestori di alcune banche?

Insomma come e perché succede che capito abbastanza spesso questo guaio che poi tutti noi siamo chiamati a ripianare sotto forma di contribuenti? Che si può fare, si può fare qualcosa per impedire succeda ancora? Quali sono i meccanismi da fermare e/o quelli da attivare? Una Commissione per sapere, capire, agire. Ci voleva eccome per le banche.

Peccato però che la Commissione che c’è praticamente in tutti i suoi componenti del sapere, capire e agire, del perché e come succede e del come eventualmente non farlo succedere ancora…se ne frega. Altamente se ne frega. La questione del come una banca possa essere mal amministrata o mal gestita o poco controllata o quel che sia fino al punto da saltare per aria e diventare un pericolo per tutto il sistema del credito è questione di cui la Commissione parlamentare che sta lavorando se ne frega, non gliene può fregare di meno.

Quante volte, quante volte vi siete toccati? E la domanda e la questione ce sta a cuore alla Commissione. Come un confessore morbosetto alquanto cui piace sentire dei toccamenti altrui, la Commissione indaga, scruta, domanda, si eccita del quante volte si sono toccati la Boschi e i banchieri, Renzi e Bankitalia.

E che toccamenti furono? Amichevoli, cordiali? O ammiccanti e qualcosa in più? I vari fratacchioni commissari scrutano, esaminano, insinuano, alludono. Un giorno esulta il fratacchione morbosetto del convento della destra perché si lavora sui toccamenti di quelli del Pd. Domani magari si apre il libro dei toccamenti dei ministri e governi Berlusconi, c’era pure la Lega che toccava e si toccava…

E poi ci sono i fratacchioni del nuovo ordine, quelli cui il toccarsi altrui reca autentico orgasmo, politico s’intende. In evidente fregola per lo spettacolo di queste settimane in Commissione un commissario M5S ha detto: l’avessimo fatta due anni fa questa Commissione sarebbe venuta giù l’intera Repubblica…

Sbagliato, non c’è più nulla da venir giù. E’ tutto già abbondantemente raso terra. Una Commissione parlamentare cui frega nulla del perché le banche saltano è già raso terra. Una Commisione parlamentare che si eccita e masturba col quante volte e quanto e dove vi siete toccati è già raso terra. Non c’è più nulla che possa venire ancora più giù e i fratacchioni dell’ordine nuovo dei guardiani-guardoni sono perfettamente al livello. Raso terra appunto.

Post scriptum, mesto ma doveroso. Il chi se ne frega del perché e per come saltano le banche e la foia per il quante volte e come vi toccate è perfettamente condiviso dal sistema dell’informazione e anche, per quel che se ne sa, dalla pubblica opinione. C’è perfino chi dichiara, riporta, stampa e organizza lamenti sugli obbligazionisti non rimborsati. Come no, lasciati soli, infatti finora sono stati rimborsati solo…all’80 per cento!

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