Letta: “Folle e bugiardo”. E anche un po’ vile: Berlusconi e la sua X Mas

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 settembre 2013 12:08 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 12:11

Letta: "Folle e bugiardo". E anche un po' vile: Berlusconi e la sua X Mas ROMA – Enrico Letta ha definito Berlusconi “Folle”. E anche bugiardo. Ecco il testo : “Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sie vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l’alibi dell’Iva…la responsabilità dell’aumento dell’Iva è invece proprio di Berlusconi e della sua decisione di far dimettere i propri parlamentari mercoledì, fatto senza precedenti che priva il Parlamento e la maggioranza della certezza necessaria per assumere provvedimenti…”.

A parte (davvero a parte?) la generale e misera insipienza di una propaganda intorno alla crisi basata su un punto percentuale di aliquota Iva, a parte la miserevole quantità economica del presunto casus belli e la miseranda incapacità della politica,dell’informazione e della pubblica opinione a concepire e vedere più in là e più a fondo di una tassa sì o no, a parte insomma l’Iva resta il Berlusconi “folle”.

Purtroppo non è una scoperta, è un racconto costante e pubblico da settimane e mesi quello del Berlusconi “ira funesta”, anzi diciamolo chiaro: del Berlusconi pazzo furioso. Ma la “follia” non sta nel far cadere il governo, quella è solo la logica conseguenza della vera follia. La follia, lo scolapasta sulla testa e il proclamarsi Napoleone è in ogni pubblica dichiarazione di un Verdini, di una Santanché, di un Capezzone. Sentiteli, risentiteli quando dichiarano proba della persecuzione la “incostituzionalità” della legge Severino. E chi l’ha dichiarata incostituzionale la legge che fa decadere da parlamentare un condannato per reati comuni? L’hanno dichiarata incostituzionale loro e tanto basta. Caligola che faceva senatore il cavallo operava in base alla stessa idea di legittimità che hanno Berlusconi, Verdini, Santanché, Capezzone, Bondi: se lo dico o faccio io è legge perché lo dico o lo faccio io.

Un caso? No, la follia è epidemica. Sentite quest’altra: “Napolitano è stato nominato, noi eletti”. Copyrigth sempre Santanché. Per questo tipo di folli un’elezione parlamentare è una “nomina” mentre essere messo in lista dal capo partito è “volontà popolare”. C’è del metodo nella follia ed è facilmente rintracciabile nella cultura manifestata con orgoglio dalla Santanché: quella neofascista della sua lunga milizia politica prima di assurgere al ruolo di “pitonessa di Arcore”. Neo fascismo da quartieri alti, neo fascismo da borghesia molto arricchita. Ma sempre e solo neo fascismo e forse dei peggiori.

La “follia” nel non riconoscere altra legge, altro capo, altra regola che non sia quella della propria tribù è praticata da molto tempo dentro Forza Italia- Pdl-Forza Italia. Ora questa “follia” che è regola e non raptus si avvale della bugia sull’Iva che appare a Letta come “alibi” insopportabilmente truccato. E quindi Letta chiama Berlusconi: folle e bugiardo.

Va aggiunto: anche un po’ vile. Avesse aspettato fino a martedì, fino al dibattito parlamentare per “invitare” i suoi parlamentari a votare contro il governo, Berlusconi avrebbe davanti ai suoi elettori assumersi una responsabilità: butto giù questo governo caro italiano e ti faccio pagare l’Iva e l’Imu e quanto altro perché nulla vale il prezzo della libertà. Questo coraggio Berlusconi non l’ha avuto, si è infilato, intrufolato nel pretesto-pertugio Iva. Forse per evitare, un po’ vilmente, che qualcuno domandasse: quale libertà, quella di tutti o la tua?

Ma questo filo di viltà intrecciato con un rotolo di follia anche questo è rintracciabile nella storia e nelle tradizioni culturali del paese: Daniela Santanché, Sandro Bondi, Daniele Capezzone, Alessandro Sallusti, Denis Verdini…e per assonanza mi viene in mente un nome antico: Luca Pavolini. Già, perché sto facendo l’appello della X Mas ai tempi della democrazia stanca di se stessa.