Dove arriva Berlusconi, 30%? Dove si candida Moggi in nome di Craxi…ovunque

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 Gennaio 2013 13:57 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2013 14:06
Silvio Berlusconi ospite alla trasmissione Rai telecamere

Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Dove può arrivare Silvio Berlusconi? Dovunque, in un paese che candida Luciano Moggi nel nome di Bettino Craxi. Dopo la serata Santoro c’è sorpresa, inquieta o speranzosa dipende, per la rimonta elettorale di Berlusconi. Non manca chi la attribuisce, la rimonta, a Santoro oltre che a Berlusconi, ma sempre quello andato in onda da Santoro. Orizzonte piatto, vista piatta, udito piatto, eterno e unico presente in cui vedono, sentono e vivono la comunicazione di massa e la vita pubblica italiane. Berlusconi rimonta e rimonterà con i suoi alleati, più di una dozzina di liste, fino al 30 per cento dei consensi.

Cifra che poteva essere fatta prima della serata Santoro, quando nei sondaggi Berlusconi era al 17 circa per cento e che può essere fatta ora come esito finale, ora che Berlusconi nei sondaggi è al 19 circa per cento. La rimonta, la cosiddetta rimonta è nelle cose, visibile a occhio nudo, ovvia fin dall’inizio della campagna elettorale. E chi non l’avesse vista e prevista già da allora è solo perché non sa fare di elementare conto. Berlusconi e il Pdl al 15 per cento dei voti era la percentuale quando circa il quaranta per cento dell’elettorato era indeciso o deciso verso l’astensione. Questa decisione ad astenersi era ovvio che si sarebbe riassorbita, è una “legge” delle elezioni in tutto il mondo e in tutti i tempi. E tra coloro che erano decisi ad astenersi, tra quel 30 per cento abbondante di elettorato che prometteva a se stesso stavolta di non andare al seggio la maggior parte erano elettori del Pdl e della Lega nel 2008.

Per “fare quattro” bastava fare il classico due più due: l’astensione diminuirà e, man mano, proporzionalmente alla sia diminuzione, aumenterà la percentuale di consensi a Berlusconi. Poteva accedere a “Servizio Pubblico” o altrove, in parte è accaduto lì ma stava già accadendo altrove e continuerà a succedere, fino a quota 30 per cento. La questione dove può arrivare Berlusconi ha più o meno, più che meno, questa cifra per risposta: 30 per cento. Le elezioni, il loro esito dipendono quindi dalla cifra che risponde rispettivamente a due altre domande. Dove arrivano Bersani e i suoi alleati? Al 35 per cento e sarebbe una vittoria che vale meno della metà di una vittoria. Al 40 per cento e allora è vittoria vera. E dove arriva Monti? Al 15 per cento conta e cambia, sotto il 15 per cento è meteora che scompare e sabbiolina che scivola via.

Stupisce il 30 per cento a Berlusconi e ai suoi alleati dopo venti anni o quasi di “Era Berlusconi”? Dopo quasi una dozzina di anni di governi Berlusconi durante i quali le tasse sono cresciute, la spesa pubblica pure e l’unica cosa calata è la produttività? Dopo anni di ogni possibile imbarazzo pubblico e privato, ogni immaginabile e anche non immaginabile scena pubblica e privata? Dopo il fallimento conclamato e planetario del governo Berlusconi nel 2011? Dopo il crollo del suo alleato sul trasferimento alla “famiglia” dei soldi pubblici? Dopo la Lega che si scopriva “ladrona”? Se stupisce è un mal riposto stupore. L’elettorato, il suo elettorato a Berlusconi poco o nulla della sua “Era” rimprovera. Trova indigeribile invece, rimprovera a Berlusconi l’aver consentito il governo Monti, insomma l’Imu. Quindi il Berlusconi che molla e condanna l’Imu e Monti è, come dice lui, “condannato” alla rimonta. Il vento maggioritario che soffia nel paese è: il cattivo è Monti, anzi soprattutto le sue leggi, Imu, pensioni etc…Vento che soffia da sinistra, vento di Vendola e Camusso, vento di Fassina e Ingroia. Vento che soffia anche da Santoro. E vento che gonfia le vele anche a destra ovviamente. Chi poteva aspettarsi il contrario, chi può sorprendersi davvero? Sorprendente al contrario dovrebbe risultare la sensazione della sorpresa.

Al vento che soffia forte e gonfia anche la vela Berlusconi, si aggiunge la “velatura” della nave Italia. Una prerogativa tutta nostra. Solo in Italia può essere una buona trovata elettorale candidare uno che è stato, anzi è il simbolo di come si comanda e vince con ogni mezzo nello sport più popolare, il calcio. Solo da noi un condannato per aver “influenzato” partite ed arbitri può apparire al tempo stesso un lestofante e un martire. Le due figure, il lestofante e il martire, nella “velatura di nave Italia” spesso coincidono e si sovrappongono. Per cui, coerentemente con questa tradizione culturale, Stefania Craxi figlia di Bettino candida nella sua lista Luciano Moggi.

Nella velatura di nave Italia anche altra “vela”, anche questa tutta italiana. I parenti di Elisa Claps, quelli di Stefano Cucchi…i “danneggiati” in lista. Danneggiati da chi ? Dalla giustizia che non condanna o comunque non lo fa presto e subito. Ma comunque “danneggiati” e quindi meritevoli di pubblico risarcimento sotto forma di pubblica elezione. La funzione pubblica come risarcimento privato e non è la prima volta che si propongono candidature così.

In un paese così che Berlusconi e i suoi alleati arrivino al 30 per cento è il minimo, la novità stavolta, e speriamo che regga, è che si fermano lì.