Buon Natale, ma proprio a tutti proprio no

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 dicembre 2017 10:29 | Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2017 10:29
buon natale

Gli auguri di Buon Natale via sms (foto Ansa)

ROMA – Buon Natale. E’ l’augurio più ovvio ma più doveroso. E anche il più gentile e sincero. Buon Natale è augurio universale e gentilezza soffusa di un velo, sì diciamolo, di bontà. Buon Natale e son sillabe tenere. Da rivolgere non solo in casa, in famiglia, agli amici, a chi si conosce. Ma anche al prossimo tutto. Quindi Buon Natale.

Ma proprio a tutti Buon Natale proprio no. C’è chi non se lo merita il Buon Natale di nessuno. C’è chi non lo merita o semplicemente c’è chi non ci va proprio di augurarglielo il Buon Natale. Farlo non sarebbe sincero. Perché non si augura Buon Natale al prossimo che fa suo scopo e principio quello di infelicitare la vita al prossimo suo.

Dunque Buon Natale proprio no a quelli che piangono sempre miseria e ingiustizia ai loro danni mentre stanno, come dice il quasi proverbio, fottendo l’intero circondario. Niente Buon Natale a quelli che frignano vessazioni e tormenti sempre e comunque e comunque sempre quando stanno arraffando, hanno arraffato o sono presi ad arraffare.

E Buon Natale proprio no a quelli che dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina sbavano sui tutto e tutti invidia e fiele. Quelli che provano soddisfazione, anzi piacere, di guai altrui. Che aspettano speranzosi le altrui rovine e disgrazie. Quelli che gli altri sono tutti ladri, corrotti, venduti, incapaci. Quasi sempre parlano di se stessi.

E Buon Natale proprio no ai bulli dell’ignoranza. Non gli ignoranti che ignoranti siamo tutti almeno un po’ e spesso più di un po’. Niente Buon Natale a quelli che l’ignoranza la festeggiano e corazzano, la predicano e la esibiscono, la corredano di muscoli e ne fanno una forza contundente. Abitano, hanno colonizzato ogni ambiente: la politica, la strada, la tv, i social, sono ovunque. Crescono e si moltiplicano.

E Buon Natale proprio no agli stupidi fieri di esserlo. Perché momenti o gradi di stupidità ci toccano tutti nella vita. Ma la fierezza della propria stupidità è roba sopraffina, non da tutti. Eppur si diffonde.

E Buon Natale proprio no ai violenti e vittimisti che poi, guarda caso, sono spesso la stessa persona.

Dice che così si restringe alquanto il campo dei Buon Natale sentiti, sinceri e meritati? Che così, limitando il Buon Natale a uomini e donne di vera buona volontà, si rischia di farne un augurio di minoranza? No, la gente di buona volontà (per dirla evangelicamente) esiste ed è ancora tanta. Quindi tanti e cari e veri Buon Natale a tantissimi indirizzi spediti e da spedire.

Però, però…c’è un qualcosa, un meccanismo, un processo, un andare che ogni giorno ci peggiora e assottiglia il numero della gente di buona volontà. Quel qualcosa, per dirla con Papa Francesco, per cui “fare le riforme a Roma è come pulire la sfinge con uno spazzolino da denti”. Ecco, la buona volontà, la buona gente, i buoni cittadini, la buona cosa pubblica si assottigliano sempre più alle dimensioni dello spazzolino.